Coronavirus, osservatorio salute: "In Lombardia zero contagi alla fine di giugno"

Secondo lo studio le regioni del Centro-Nord in cui la diffusione di Sars-Cov-2 è iniziata prima, saranno "verosimilmente" le ultime a liberarsi dalla morsa del virus

Quando si azzereranno i contagi da Coronavirus a Milano e in Lombardia? Per il momento è una domanda a cui non si può dare una risposta certa anche perché il virus arrivato dalla Cina sta continuando a propagarsi. Nella sola giornata di domenica 19 aprile sono state trovate altre 128 persone positive all'ombra della Madonnina, 279 tra Milano e Hinterland e 855 in Lombardia.

Una risposta — non certa, ma comunque con delle basi scientifiche — è arrivata dall'Osservatorio nazionale sulla salute nelle regioni italiane attraverso uno studio coordinato da Walter Ricciardi, ordinario di Igiene all'università Cattolica, e dal direttore scientifico dell'organizzazione Alessandro Solipaca.

Secondo il testo in Lombardia "non è lecito attendersi l'azzeramento dei nuovi casi prima del 28 giugno". Secondo gli esperti, "la fine dell'emergenza Covid-19 in Italia potrebbe avere tempistiche diverse nelle regioni a seconda dei territori più o meno esposti all'epidemia". In questo momento di pianificazione della cosiddetta fase 2, "è quanto mai necessario fornire una valutazione sulla gradualità e l'evoluzione dei contagi, al fine di dare il supporto necessario alle importanti scelte politiche dei prossimi giorni", ha affermato Solipaca.

Come è stato effettuato lo studio

Il lavoro dell'Osservatorio si basa sui dati messi a disposizione quotidianamente dalla Protezione Civile dal 24 febbraio al 17 aprile.

I modelli statistici stimati per ogni regione sono di tipo regressivo, di natura non lineare — hanno spiegato dall'Osservatorio — e quindi non sono di tipo epidemiologico, pertanto non fondati sull'ammontare della popolazione esposta, di quella suscettibile e sul coefficiente di contagiosità R0, ma approssimano l'andamento dei nuovi casi osservati nel tempo. Le proiezioni tengono conto dei provvedimenti di lockdown introdotti dai Dpcm. Pertanto "eventuali misure di allentamento del lockdown, con riaperture delle attività e della circolazione di persone che dovessero intervenire a partire da oggi, renderebbero le proiezioni non più verosimili".

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Le regioni del Centro-Nord in cui la diffusione di Sars-Cov-2 è iniziata prima, saranno "verosimilmente" le ultime a liberarsi dalla morsa di Covid-19. Le prime potrebbero essere Basilicata e Umbria il 21 aprile; il Lazio dovrà probabilmente attendere "almeno il 12 maggio"; Veneto e Piemonte il 21 maggio; Emilia Romagna e Toscana non ne usciranno "prima della fine di maggio", mentre il Sud Italia potrà forse cominciare a vedere la luce "tra fine aprile e inizio maggio".

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