menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Pasticcio zona rossa, Gori: "Anomalie nei dati sui positivi nella provincia di Milano"

Nelle scorse settimane diversi sindaci avevano segnalato problemi ad Ats

Per il momento non c’è nessuna spiegazione ufficiale sui dati che hanno portato la Lombardia in zona rossa nonostante non ce ne fosse bisogno. L’errore — come accertato dall’Iss — sarebbe nei dati forniti dalla Regione agli scienziati e, più precisamente, sarebbe legato al numero dei guariti che (nel database della Regione) sarebbero stati continuamente catalogati come sintomatici e malati.

Lombardia in zona rossa per i dati sbagliati dalla regione: cronistoria di un disastro

"Questo problema di guariti e deceduti - ha detto Giorgio Gori nel pomeriggio di lunedì 25 gennaio durante la conferenza stampa dei sindaci di centrosinistra - non si è manifestato solamente nel rapporto tra Regione e ministero. I primi ad accorgersi che qualcosa non funzionava sono stati i sindaci”.

"Alcuni comuni della provincia di Milano nei giorni scorsi - ha raccontato - hanno registrato un brusco calo dei contagiati attivi: il Comune di Segrate in un solo giorno è passato da 504 a 102. Peschiera Borromeo è passato da 400 a 80. Vengono ripuliti i dati dei positivi, è lo stesso problema della Regione che si ritrova a livello del singolo comune".

E, spiega ancora, "non credo che questo sia il problema dell'algoritmo dell'Iss, ma di un sistema locale che non funziona: i casi sono tutti della provincia di Milano. Quello che ho potuto appurare - dice ancora - è che solo l'Ats Milano ha in un uso un sistema informatico che non richiede come obbligatoria la compilazione del campo sullo stato clinico. Viceversa, i medici di base delle altre Ats della Regione devono scrivere che quel paziente ha sintomi o meno, altrimenti non possono andare avanti nelle procedure".

Un problema diffuso: le denunce dei sindaci

Nelle scorse settimane diversi sindaci del milanese avevano riscontrato problemi analoghi alla regione. Il 12 dicembre Yuri Santagostino, primo cittadino di Cornaredo, aveva segnalato il problema alla Ats attraverso una mail.

“Buongiorno, segnalo che nel cruscotto vi cono alcuni cittadini di cui compare il nominativo ma nella colonna primo prelievo, ultimo prelievo, ultimo esito, compare la diciture ‘dato non disponibile’. Sono 81 sugli attuali 470 positivi (un dato quindi importante, in allegato la tabella excel). So che alcuni positivi sono ricoverati, altri positivi e altri ancora negativi. È possibile intervenire per portare alla luce questi casi che neanche dopo molti giorni ‘vengono normalizzati’. Inoltre sarebbe utile riuscire a eliminare coloro che dopo 21 gg siano da considerarsi guariti senza aver avuto sintomi negli ultimi 7 gg”.

Lo stesso problema è stato sollevato da Marco Ballarini, sindaco di Corbetta. “Abbiamo avuto casi di Cittadini risultati positivi a novembre e che sono segnalati ancora come infetti, mentre invece sono guariti — ha spiegato —. Altri invece considerati positivi nonostante l’esito del loro tampone sia risultato negativo”.

“Insieme a tanti altri Sindaci ho segnalato i vari problemi, sollecitando una risoluzione a queste incongruenze — ha precisato Ballarini —. Fortunatamente a Corbetta, come negli altri comuni, il problema della chiarezza dei casi non c’è mai stato, perché abbiamo sempre incrociato i dati che raccogliamo dal territorio e dagli uffici (la Taskforce Covid a Corbetta) con quelli che ci vengono comunicati, così da ottenere il numero reale dei casi dopo attente analisi”.

La replica della Regione

La Regione, nel pomeriggio di lunedì, ha preso posizione sul caso. “Il problema tecnico al 'Cruscotto', messo a disposizione dei sindaci, non ha inciso in alcun modo sulla classificazione della zona rossa — ha precisato in una nota Aria Lombardia, (Azienda Regionale per l'Innovazione e gli Acquisti) —. I dati che vengono utilizzati dall'Iss per effettuare le valutazioni provengono da un altro caricamento. Le due questioni non sono assolutamente collegate”.

“Le piattaforme di trasmissione ai Sindaci e a Roma — hanno precisato i tecnici — sono differenti, così come sono diversi i periodi. La settimana di valutazione per determinare la zona si riferisce al 4-10 gennaio 2021 con Rt calcolato al 30 dicembre 2020, mentre il guasto al cruscotto è avvenuto nei giorni 14/15 gennaio, ed era nuovamente operativo, dopo la sistemazione, già da lunedì 18 gennaio 2021”.

“Si precisa, inoltre — evidenziano i tecnici — che il guasto al cruscotto riguardava solo la visualizzazione sintetica, mentre lo stato di guarigione nel dettaglio di ogni singolo cittadino è sempre stato corretto".

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Coronavirus

Zona arancione: le faq aggiornate a marzo 2021 per capire cosa si può fare

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

MilanoToday è in caricamento