Coronavirus, le misure per dare liquidità alle imprese: 400 miliardi e Stato come garante

Conte: "Una potenza, non ricordo un intervento così poderoso nella nostra Repubblica"

“Con il decreto approvato diamo liquidità immediata per 400 miliardi alle nostre imprese, che siano piccole medie e grandi: 200 miliardi per il mercato interno e altri 200 per l’export. E’ una potenza di fuoco, non ricordo un intervento così poderoso nella storia della nostra Repubblica per il finanziamento alle imprese, una cifra enorme”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in conferenza stampa a Palazzo Chigi.

“Lo Stato offrirà una garanzia perché i prestiti avvengano in modo celere, spedito. Potenzieremo il fondo centrale di garanzia per le Pmi e aggiungiamo il finanziamento dello Stato attraverso Sace, che resta nel perimetro di Cassa depositi e prestiti, per le piccole e medie e grandi aziende”.  

Anche secondo il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, con il decreto di oggi (6 aprile, ndr) e con il Cura Italia il governo ha varato “un intervento senza precedenti” che mobilita “750 miliardi di risorse garantite dallo Stato”.

La reazione del sindaco di Milano

"Stiamo analizzando con attenzione le misure avanzate dal Premier Conte. La ripartenza dell'Italia non può che ripartire dalla sua capitale economica e sociale: Milano", questa la reazione del sindaco di Milano Beppe Sala alle decisioni prese dal Governo durante il Consiglio dei ministri. Sala lo ha detto durante un video messaggio alla città.

I punti contenuti nel decreto

  • Con il decreto approvato viene data una liquidità immediata per 400 miliardi di euro alle imprese, 200 miliardi per il mercato interno e altri 200 per l'export;
  • in particolare lo Stato si farà garante del 100% dei prestiti fino a 25mila euro;
  • sono stai sospesi i pagamenti fiscali anche per i mesi di aprile e maggio;
  • a tutela degli asset strategici nazionali contro le scalate ostili, è stata estesa la golden power al settore finanziario, creditizio, assicurativo, a energia, trasporti, acqua, salute, sicrurezza alimentare, cybersicurezza, robotica;
  • per quanto riguarda la giustizia è stato esteso lo stop alle udienze non urgenti e della sospensione dei termini fino all'11 maggio;

Aiuti alle imprese per la crisi del Coronavirus

All'ordine del giorno del consiglio dei ministri del 6 aprile c'erano le misure urgenti in materia di accesso al credito e rinvio di adempimenti per le imprese. Secondo quanto si apprende da fonti del Ministero dello sviluppo economico il governo ha trovato la quadra stabilendo di garantire per le piccole e medie imprese (fino a 499 dipendenti, ndr) ma anche per professionisti:

  • 100% dei prestiti fino a 25 mila euro senza alcuna valutazione del merito di credito;
  • 100% fino a 800.000 euro senza valutazione dell'andamento dell'azienda, di cui 90 dallo Stato e 10 da Confidi;
  • 90% fino a 5 milioni di euro senza valutazione dell'andamento dell'azienda. 

In particolare, come spiegato dal ministro dell'economia Roberto Gualtieri in conferenza stampa, i prestiti garantiti dallo Stato potranno arrivare fino al 25% del fatturato delle imprese o al doppio del costo del personale.

"Le garanzie saranno erogate con un sistema molto semplice, diretto al sistema bancario attraverso Sace. Le condizioni saranno moto chiare, semplici, e ci saranno alcune condizionalità limitate tra cui quella di non poter erogare dividendi".

Il nuovo strumento operativo previsto da Sace sarà operativo "in pochi giorni" attraverso il sistema bancario.

Per erogare liquidità a pmi e autonomi è già operativo il "fondo centrale di garanzia" con un mero automatismo: alla banca sarà necessario presentare solo la partita iva e la certificazione del pagamento delle imposte. 

Come spiega il ministro per lo Sviluppo economico, Stefano Patuanelli "per la micro liquidità che serve all'artigiano, all'idraulico, al commerciante, al professionista la garanzia dello Stato sarà al 100% fino a 25.000 euro di prestito".

''Quindi non ci dovrà essere nessuna garanzia da parte degli artigiani o autonomi, lo Stato garantisce. La procedura per l'erogazione del credito sarà immediata, priva di vicoli o di valutazioni di merito di credito".

Decreto liquidità: quali sono le condizioni

Le misure adottate prevedono garanzie da parte dello Stato per un totale circa di 200 miliardi di euro concesse attraverso la società Sace Simest, del gruppo Cassa Depositi e Prestiti, in favore di banche che effettuino finanziamenti alle imprese sotto qualsiasi forma.

In particolare, la garanzia coprirà tra il 70% e il 90% dell’importo finanziato, a seconda delle dimensioni dell’impresa, ed è subordinata a una serie di condizioni tra le quali l’impossibilità di distribuzione dei dividendi da parte dell’impresa beneficiaria per i successivi dodici mesi e la necessaria destinazione del finanziamento per sostenere spese ad attività produttive localizzate in Italia. 

  • le imprese con meno di 5.000 dipendenti in Italia e un fatturato inferiore a 1,5 miliardi di euro ottengono una copertura pari al 90% dell’importo del finanziamento richiesto e per queste è prevista una procedura semplificata per l’accesso alla garanzia;
  • la copertura scende all’80% per imprese con oltre 5.000 dipendenti e un fatturato fra 1,5 e 5 miliardi di euro e al 70% per le imprese con fatturato sopra i 5 miliardi;
  • l’importo della garanzia non potrà superare il 25% del fatturato registrato nel 2019 o il doppio del costo del personale sostenuto dall’azienda;
  • per le piccole e medie imprese, anche individuali o partite Iva, sono riservati 30 miliardi e l’accesso alla garanzia rilasciata da Sace sarà gratuito ma subordinato alla condizione che le stesse abbiano esaurito la loro capacità di utilizzo del credito rilasciato dal Fondo Centrale di Garanzia.

Il decreto potenzia anche il sostegno pubblico all’esportazione, per migliorare l’incisività e tempestività dell’intervento statale. L’intervento introduce un sistema di coassicurazione in base al quale gli impegni derivanti dall’attività assicurativa di Sace sono assunti dallo Stato per il 90% e dalla stessa società per il restante 10%, liberando in questo modo fino a ulteriori 200 miliardi di risorse da destinare al potenziamento dell’export.

Decreto coronavirus, credito di imposta per le mascherine

Nella bozza del decreto si legge come sia previsto un credito di imposta del 50% anche sull'acquisto di mascherine e di altri dispositivi di protezione individuale.

La disposizione estende "le tipologie di spese ammesse al credito d’imposta attribuito per le spese di sanificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro" includendo quelle relative all’acquisto di dispositivi di protezione individuale (quali, ad esempio, mascherine chirurgiche, Ffp2 e Ffp3, guanti, visiere di protezione e occhiali protettivi, tute di protezione e calzari), ovvero all’acquisto e all’installazione di altri dispositivi di sicurezza atti a proteggere i lavoratori dall’esposizione accidentale ad agenti biologici o a garantire la distanza di sicurezza interpersonale (quali, ad esempio, barriere e pannelli protettivi)", si legge nella relazione al decreto.

Sono, inoltre, compresi i detergenti mani e i disinfettanti.Il credito d’imposta è attribuito a ciascun beneficiario, fino all’importo massimo di 20.000 euro, nella misura del 50 per cento delle spese sostenute fino al 31 dicembre 2020, e comunque nel limite di spesa fissato in 50 milioni di euro.

Decreto coronavirus, tasse sospese

Sono sospesi i versamenti di Iva, ritenute e contributi per i mesi di aprile e maggio, in aggiunta a quelle già previste con il “Cura Italia”.
Nel dettaglio:

  • Iva, ritenute e contributi sospesi per soggetti con calo di fatturato di almeno il 33% per ricavi/compensi sotto i 50 milioni e di almeno il 50% sopra tale soglia;
  • sono sospesi in ogni caso i detti versamenti per i soggetti che hanno iniziato ad operare dal 1° aprile 2019;
  • per i residenti delle 5 province più colpite (Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi, Piacenza), sospensione versamento Iva se calo del fatturato di almeno il 33% a prescindere dalla soglia di fatturato dei 50 milioni;
  • ripresa dei versamenti a giugno, con la possibilità di rateizzazione in 5 rate

La sospensione delle ritenute d’acconto sui redditi da lavoro autonomo prevista dal decreto “Cura Italia” viene estesa anche alle scadenze di aprile e maggio. 

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È esteso al 16 aprile il termine per i versamenti in scadenza il 20 marzo scorso e la scadenza per l’invio della Certificazione Unica è stata prorogata dal 31 marzo al 30 aprile.

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