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Cibo per cani, pesca e schedina: le scuse dei "furbetti del Coronavirus", denunciati in 70

I controlli dei carabinieri: 33 denunciati a Rozzano giovedì, altri 37 nel Milanese mercoledì

Erano dove, evidentemente, non dovevano essere. E hanno provato a giustificarsi con onestà, dicendo la verità. Ma, purtroppo per loro, non è servito praticamente a nulla. 

Settanta persone sono state denunciate nelle scorse ore dai carabinieri dopo essere state trovate in strada nonostante non avessero nessuno di quei "validi motivi" previsti dal decreto del governo che mercoledì sera ha deciso per la serrata totale in tutta Italia per cercare di contenere l'emergenza Coronavirus. 

Proprio palazzo Chigi ha deciso che si può uscire dalle proprie abitazioni soltanto per motivi di lavoro, per fare la spesa - possibilmente nel proprio Comune -, per assistere familiari non autosufficienti e per fare due passi, ma in zona casa, senza cambiare città o paese. 

Così da giorni le forze dell'ordine pattugliano le strade per far sì che vengano davvero ridotte al minimo le uscite e, di conseguenza, le possibilità di contagio. E non mancano le denunce, perché chi non ha validi motivi per uscire deve rispondere dell'ipotesi di reato prevista dall'articolo 650 del codice penale, che punisce con "tre mesi di arresto" chiunque "non osserva un provvedimento legalmente dato dall'Autorità per ragione di giustizia o di sicurezza pubblica". 

Negli ultimi due giorni a farne le spese sono stati in 70. Dall'1 di notte fino alle 14 di giovedì in 33 sono stati denunciati dai carabinieri di Rozzano, che hanno effettuato un servizio mirato di controllo delle strade. I fermati ai militari hanno fornito le autocertificazioni più varie: dalla passeggiata - ma in realtà il comune di residenza era un altro -, al giro per andare a pesca, fino al viaggio per andare a comprare il cibo per cani.  

Il giorno precedente a Milano e provincia, invece, erano stati 37 i denunciati. Quattro ragazzi erano stati trovati a bere birra nei giardini pubblici di via Monte Velino, mentre altri quattro giovani sono stati fermati in auto alle due di notte, in piazzale Selinunte, e hanno detto che stavano facendo un giro. 

Guai in vista anche per un uomo, identificato e denunciato sempre a Milano, che è stato trovato in una tabaccheria in zona Barona. Si è giustificato dicendo che doveva giocare una schedina. 

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