Sovraffollamento carceri, Milano pronta a ospitare 20 detenuti. "Ma solo se la Regione fa la sua parte"

L'epidemia da Covid-19 ha portato a dover risolvere in fretta il problema del sovraffollamento negli istituti di pena lombardi e italiani

Il Comune di Milano è pronto a fornire venti posti per i detenuti a cui vengono concessi gli arresti domiciliari per far fronte al sovraffollamento delle carceri. Tuttavia Palazzo Marino chiede che lo stesso sforzo sia compiuto anche da tutte le altre istituzioni. Lo ha detto Gabriele Rabaiotti, assessore alle politiche sociali: "Non vuol dire che questi posti domani li apriamo, perché noi la mano l'abbiamo alzata, ma vorremmo evitare di rimanere da soli con la mano alzata e il cerino in mano". Del tema si è parlato durante la sottocommissione carceri di Palazzo Marino, che si è svolta in video conferenza.

Da evitare che i detenuti a cui sono concessi i domiciliari si concentrino tutti su uno stesso territorio, altrimenti, secondo Rabaiotti, "rischiamo di far saltare fuori una scintilla che potremmo evitarci ora che abbiamo altri problemi da gestire". L'assessore ha aggiunto che, oltre all'alloggio, occorre "provvedere anche una piccola o grande batteria di servizi di accompagnamento che non lascino le persone uscite dagli istituti da sole, ma anche che non lascino le comunità locali da sole con queste persone".

Secondo il garante dei detenuti di Milano, Francesco Maisto, "la domiciliarità per i detenuti non è più solo un problema di beneficialità, ma di sicurezza pubblica", in modo che si arrivi all'obiettivo di fare uscire dal carcere "gente che in carcere non ci dovrebbe stare, come tossicodipendenti, persone con problemi di salute mentale o persone senza casa che sono arrivate al carcere perché prima non ha funzionato qualcos'altro".

Coronavirus e carceri lombarde: la situazione

La crisi sanitaria da Coronavirus ha portato a liberare alcuni detenuti, ad esempio quelli a fine pena, facendo scontare loro gli arresti domiciliari, perché il sovraffollamento delle carceri è una "bomba ad orologeria" per scatenare i contagi tra detenuti e personale addetto. Al 27 aprile, nelle carceri lombarde si erano registrati 24 casi di persone positive al Covid-19 di cui 21 nei tre istituti milanesi di Opera, San Vittore e Bollate. In totale, nei tre istituti di pena di Milano, dall'inizio dell'emergenza sono state trasferite a domicilio circa 600 persone.

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