Milano, Sala rinnega (parte) dell'ordinanza: "Contrari alla didattica solamente a distanza"

Secondo il sindaco le scuole superiori dovrebbero alternare didattica a distanza e in presenza

Da lunedì 26 ottobre scatterà la didattica a distanza per le scuole secondarie di secondo grado di Milano e della Lombardia. Tradotto? Gli studenti delle superiori faranno lezione da casa. Lo ha sancito l'ordinanza regionale firmata dal governatore Fontana, dai sindaci dei capoluoghi lombardi (tra cui Beppe Sala) e sottoscritta anche dai presidenti di Anci Lombardia e Unione provincie Lombarde.

Ma il primo cittadino di Milano è tornato sui suoi passi nella giornata di giovedì 22 ottobre. Secondo il sindaco del capoluogo lombardo la didattica solamente a distanza per le scuole superiori "in questo momento non ha senso. Bisogna alternare didattica a distanza e presenza nelle scuole", ha detto intervenendo a Rtl 102.5. "Siamo totalmente contrari alla sola didattica distanza per le superiori. I ragazzi hanno il diritto di stare a scuola, con buon senso, perché un po' di alternanza ci sta, ma abbiamo appena riaperto e non si può richiudere adesso".

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La scuola, ha continuato Sala, "deve essere l'ultima a chiudere. Oggi abbiamo un incontro video alle 13 fra i sindaci della Lombardia e il presidente Fontana e vogliamo rivedere la questione. Noi ci opporremo e spero che lo modifichi e che prevalga il buon senso. Così non va bene".

Sala ha auspicato con il governo una condivisione delle decisioni. "Io rispetto molto il presidente del Consiglio, ma l'idea improvvisata di scaricare sui sindaci la chiusura di piazze e di vie senza che noi sindaci sapessimo niente è sbagliato. Non tanto perché si dà la responsabilità ai sindaci, ma perché queste misure vanno verificate con chi sta sul territorio. In questo momento servono nervi saldi, ma prima di tutto bisogna pesare parola per parola e condividere tutto", ha aggiunto.

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