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Natale, furia regione e comuni: 'Normale che la popolazione non accetti regole strampalate'

Regione e Anci insieme contro il Dpcm per Natale: "Privo di buonsenso ed equità"

"Strampalate". "Prive di buonsenso". "Impossibili da far rispettare". Regione e Anci Lombardia non usano troppi giri di parole e si schierano apertamente - di nuovo - contro l'ultimo Dpcm emanato dal governo Conte. L'esecutivo ha scelto la linea del rigore - chiudendo i confini delle regioni dal 21 dicembre al 6 gennaio e quelli dei comuni per Natale e Capodanno - e tutta la giunta del Pirellone, a più riprese, non ha fatto nulla per nascondere la propria contrarietà. 

Gli ultimi in ordine di tempo sono stati l'assessore agli enti locali e piccoli Comuni, Massimo Sertori, e il vicepresidente dell'associazione nazionale dei comuni, Giacomo Ghilardi, che in una nota hanno spiegato che il decreto "obbliga gli anziani a rimanere soli il giorno di Natale e i ristoranti" a resta "aperti ma senza clienti e senza ristori".

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"Il perimetro definito in modo amministrativo creerà una condizione profondamente diversa tra la circolazione nelle grandi città rispetto ai piccoli Comuni, con tutto ciò che consegue. È quindi normale che la popolazione non accetti regole così 'strampalate', peraltro impossibili da far rispettare", hanno proseguito. "L'arma più efficace per il contenimento del virus a disposizione di chi ha responsabilità di governo rimane quella di evitare gli assembramenti, ma tale arma deve essere utilizzata con equilibrio e attraverso provvedimenti che riescano a conciliare il rigore al vivere comune", hanno auspicato i due. 

"Le restrizioni previste per esercizi quali ristoranti, hotel, come l'assurda soluzione del 'cenone di Capodanno' in camera negli alberghi rendono le attività ingestibili e sono certamente deficitarie anche dal punto di vista economico: oltre alla beffa dei mancati ristori, in queste ore fioccano già le disdette da parte dei clienti. Anche noi - hanno concluso l'assessore regionale e il vicepresidente di Anci Lombardia - pretendiamo rigore, perché la priorità è la salute dei cittadini, ma contemperati all'introduzione di provvedimenti basati sul buonsenso".
 

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