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Dpcm: ecco le nuove regole per la quarantena e i tamponi

Non più 14 giorni ma 10 giorni

Nel nuovo Dpcm (Decreto presidente del Consiglio) per fronteggiare l'emergenza covid-19, ci sono regole rivisitate per la quarantena. Saranno valide almeno fino al 13 novembre 2020. Secondo numerosi studi internazionali, infatti - e con il parere concorde del Cts (Comitato tecnico-scientifico) che sta coadiuvando il governo a emanare le direttive sanitarie -, 14 giorni è un lasso di tempo superiore a quello effettivamente necessario per neutralizzare il rischio di contagio. Sono rarissimi i pazienti contagiosi dopo 2 settimane. L'impatto di una quarantena di 10 giorni, così, dovrebbe ridurre gli effetti socio-economici dell'isolamento. 

Il testo completo del Dpcm

Novità anche per la verifica della positività: c'è il tampone unico. Ma vediamo nel dettaglio le indicazioni.

Le nuove regole della quarantena per i positivi

  •  Asintomatici: quarantena di 10 giorni e 1 tampone unico a fine isolamento
  • Sintomatici: quarantena di almeno 10 giorni e 1 tampone unico a fine isolamento
  • Asintomatici con tampone positivo dopo 21 giorni: almeno 21 giorni di quarantena e riscontro positività al test molecolare tra il decimo e il 17esimo giorno

Cambiano le regole anche per i contatti stretti dei positivi: se asintomatici, almeno 10 giorni di quarantena e tampone antigenico rapido o molecolare alla fine del periodo; altrimenti 14 giorni di isolamento (senza tampone). 

Le mascherine, inoltre, vanno portate sempre con sè. Si possono togliere se si fa attività sportiva (jogging) ma non per semplici passeggiate, anche all'aperto.

Le nuove regole per la quarantena

Infine, il governo si raccomanda di:

  • eseguire il test molecolare a fine quarantena a tutte le persone che vivono o entrano in contatto regolarmente con soggetti fragili e/o a rischio di complicanze;
  • prevedere accessi al test differenziati per i bambini;
  • non prevedere quarantena né l’esecuzione di test diagnostici nei contatti stretti di contatti stretti di caso (ovvero non vi sia stato nessun contatto diretto con il caso confermato), a meno che il contatto stretto del caso non risulti successivamente positivo ad eventuali test diagnostici o nel caso in cui, in base al giudizio delle autorità sanitarie, si renda opportuno uno screening di comunità
  • promuovere l’uso della App Immuni per supportare le attività di contact tracing.

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