Dpcm covid, Fontana contro il governo: «Provvedimento confuso e contraddittorio»

Il governatore della Lombardia duro con Palazzo Chigi

Regione Lombardia contro il governo, ancora una volta. Varato il Dpcm di ottobre, prima rinviato di una settimana e poi anticipato di qualche giorno, il presidente della giunta lombarda Attilio Fontana non tace le critiche al documento firmato dal premier Giuseppe Conte. 

Secondo il governatore lombardo, il governo in particolare non ha recepito quasi alcunché dei suggerimenti scaturiti dai presidenti delle Regioni durante il confronto di lunedì, prima del varo del Dpcm. «Prendo atto con rammarico che non vengono affrontati temi fondamentali come la didattica a distanza per le classi superiori e l'affollamento dei mezzi pubblici, laddove l'inizio delle scuole e la mobilità pubblica si sono rivelati due degli aspetti che più hanno influenzato l'aumento della curva epidemiologica», ha commentato Fontana.

«Mai pensato di chiudere bar alle 18»

Come è noto, in Lombardia è allo studio un provvedimento restrittivo che, tra l'altro, potrebbe portare a disporre la didattica a distanza per gli studenti delle scuole secondarie superiori, sia per prevenire l'affollamento nelle classi sia per ridurre il numero di utenti dei mezzi pubblici. Lo stesso Fontana, martedì, ha invece categoricamente escluso che si possano chiudere i bar alle 18. Si tratta (ha affermato il governatore) «di una delle tante false notizie che qualcuno si diverte a mettere in giro. Noi abbiamo mandato una serie di ipotesi a seconda della gravità della situazione, una serie di valutazioni, ma sono ipotesi di discussione, non abbiamo mai discusso per il momento una ipotesi di questo genere».

«Il provvedimento adottato dal governo nella versione finale risulta confuso, contraddittorio e in molte parti inattuabile», ha concluso il governatore della Lombardia: «Quindi il giudizio, nel suo complesso, non può che essere negativo».

Dpcm: feste, sport amatoriali, bar e mascherine

Il nuovo Dpcm con le regole covid contiene una forte raccomandazione all'uso di mascherine anche in casa, in presenza di non conviventi, la chiusura dei locali a mezzanotte e le feste nelle abitazioni private sconsigliate se i partecipanti superano le 6 unità. Sono inoltre sospese le gite scolastiche ed è stato disposto lo stop agli sport di contatto a livello amatoriale. Confermata anche la stretta alla movida: la chiusura dei locali è fissata per le 24 con il divieto di sosta e consumazione all'esterno dei locali dopo le 21, fatto salvo il servizio al tavolo.

La partecipazione agli eventi sportivi è fissata nel 15% della capienza di stadi e palazzetti, con il limite massimo di 1.000 spettatori per gli eventi all'aperto e 200 per quelli al chiuso. Stesso tetto massimo, 1.000 all'aperto e 200 al chiuso, per gli spettacoli teatrali, cinema e concerti. Questi limiti possono essere modificati all'insù dalle Regioni. È poi previsto un alleggerimento della quarantena, che passa da 14 a 10 giorni, e il via libera al tampone unico.

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