Coronavirus, soccorritori allo stremo a Milano: boom di chiamate al 118 e code negli ospedali

Basti pensare che mercoledì 28 ottobre erano state ricevute in tutto 2.030 chiamate mentre giovedì già alle 17 la quota di coloro che chiedevano aiuto al 118 era arrivata a 1.936

Ospedale San Carlo. Foto Ansa.

Questa seconda ondata del coronavirus, ormai è chiaro per tutti, sta colpendo Milano più di ogni altra città o provincia in Italia. L'emergenza sanitaria è evidente nei numeri quotidiani dei bollettini della protezione civile e del ministero della Salute. Quello di giovedì 29 ottobre parlava di 3.211 casi in tutta la provincia, dei quali 1.393 nella sola Milano.

Gli ospedali presi d'assalto

Sono aumentate incredibilmente, sopratutto nei quartieri in prossimità degli ospedali, anche le sirene delle ambulanze. Una sensazione che molti cittadini avevano manifestato sui social ma che i dati diffusi dall'Azienda regionale emergenza urgenza (Areu) confermano. Il 118, che gestisce le richieste sanitarie al Numero unico d'emergenza, ha spiegato in una nota che "l'area metropolitana è in questo momento quella più problematica dal punto di vista del soccorso sanitario".

Gli ospedali che mostrano situazioni critiche di iperafflusso sono il Policlinico di Milano, il San Raffaele, l'ospedale di Saronno, l'ospedale di Rho, il Sacco di Milano, il San Carlo, il San Paolo e l'ospedale di Cernusco. Infatti, così come il numero dei contagi, anche il trend delle chiamate alla Soreu Metropolitana, quindi ai soccorritori del 118, è in crescita negli ultimi tre giorni. Basti pensare che mercoledì 28 ottobre erano state ricevute in tutto 2.030 chiamate mentre giovedì già alle 17 la quota di coloro che chiedevano aiuto era arrivata a 1.936. 

Aumentano gli interventi per "eventi respiratori"

Stesso trend in crescita per il numero degli eventi di soccorso: giovedì alle 17 si è registrato lo stesso numero dell'intera giornata di mercoledì: 1.215 (quasi uno al minuto). Il 38% degli interventi di giovedì riguardava "eventi respiratori e infettivi". E nel corso della giornata i mezzi di soccorso sono stati incrementati per poter far fronte a tutte le richieste di cittadini.

Nel corso della prima parte della giornata si è assistito ad un numero di accessi ai pronto soccorso degli ospedali di riferimento della Soreu Metropolitana in linea rispetto allo stesso periodo di mercoledì. C'è però un "incremento relativo degli accessi per motivi respirativi e infettivi (41%)". Il numero degli eventi respiratori e infettivi processati dalla Soreu Metropolitana è infatti in crescita rispetto a mercoledì (+34 alle 16).

Il tempo medio di sosta nei pronto soccorso dei mezzi Areu negli ospedali dell'area Metropolitana è stato di 36 minuti nel pomeriggio di giovedì, con una variabilità nel 10% dei casi di oltre un'ora. Un bollettino che conferma purtroppo il super lavoro a cui sono chiamate in queste ore tutti coloro che operano nella sanità milanese: dai medici ai barellieri, nessuno escluso.

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