Milano e il ritorno a tappe alla "normalità": ecco le presunte date per le riaperture

E Palazzo Marino punta sulla mobilità dolce. Maran: "Niente auto per spostamenti inferiori ai 5km"

Immagine repertorio

Come sarà il ritorno alla normalità per Milano? Per il momento non c'è nessun calendario certo e ben definito, anzi. L'unica certezza è che la fine del lockdown sarà lento e graduale. E secondo diverse anticipazioni finora emerse, si potrebbe procedere per gradi. In pratica con una sorta di scaletta che poi porterà alla fine della quarantena. 

Il dato da tenere sotto controllo sarà sempre l'indice di contagio. E il programma rallenterebbe se questo dovesse cominciare a risalire. Nel frattempo all'ombra della Madonnina, come emerso nei dati regionali di giovedì 23 aprile, il contagio sembra abbia rallentato la sua corsa: sono state trovate 105 persone positive ai test mentre mercoledì erano state 161. E lo stesso calo è avvenuto anche in tutta la Città Metropolitana dove sono stati trovati 277 nuovi casi (mercoledì erano stati 480).

La scalatta per la riapertura: come potrebbe essere

Ogni decisione spetta al governo e proprio l'esecutivo sta lavorando per scrivere una sorta di "road-map". Per questo tutti i condizionali sono obbligatori. Lunedì 27 aprile potrebbero ottenere il via libera ad una ripresa anticipata alcuni settori con un rischio più basso di contagio - secondo le tabelle Inail - ma solo per le aziende già in possesso dei protocolli di sicurezza: automotive, moda e componentistica. Le deroghe saranno decise dai ministeri dell’Economia e dello Sviluppo economico, anche se l’orientamento del governo sarebbe di non consentire eccezioni.

Lunedì 4 maggio, invece, potrebbero ottenere il via libera le attività con rischio più basso: manifatturiero e tessile, costruzioni e commercio all'ingrosso. L'obbligo resta uno solo: il rispetto delle nuove misure di sicurezza; quindi turni scaglionati, misurazione della temperatura all'ingresso. Inoltre non dovrebbe più servire l'autocertificazione per i movimenti all'interno del proprio comune e sarebbero consentiti spostamenti tra Comuni della stessa Lombardia. Lunedì 11 maggio, invece, potrebbero riaprire le attività per il commercio al dettaglio, sempre con garanzie di protezioni individuali e obbligo di distanziamento tra clienti. Il 18 maggioAnche parrucchieri e centri estetici dovrebbero avere il via libera alla ripresa dell'attività: dovrà essere rispettato il rapporto di uno a uno - un operatore e un cliente - e tutti gli strumenti andranno sterilizzati. Si potrà andare solo su appuntamento prenotando in anticipo e gli addetti ai lavori dovranno indossare dispositivi di protezione.

Milano nella Fase 2: meno auto e più biciclette

Per il momento Palazzo Marino non ha ancora reso noto un piano ufficiale per affrontare la Fase 2, ma la squadra di Giuseppe Sala sembra intenzionata a voler spingere sulla mobilità dolce.

"Non sarà certo un obbligo andare in bici ma, se si vuole far funzionare le cose, è chiaro che è sconsigliabile che chi è in salute prenda l'auto per spostamenti inferiori ai 5 km nei prossimi mesi". Queste le parole contenute in un post Facebook dell'assessore a Urbanistica, verde e agricoltura del comune di Milano, Pierfrancesco Maran.

Ad annunciare la necessità di una compiere un salto di qualità sull’utilizzo della bicicletta nel post emergenza, poi, era stato anche l'assessore comunale a Mobilità e lavori pubblici, Marco Granelli: "Stiamo mettendo in campo un piano di realizzazione di percorsi ciclabili e di zone 30 - aveva affermato -. Stiamo predisponendo atti e progetti per mettere in strada circa 35 km di nuovi percorsi ciclabili, da aggiungere ai poco più di 200 già esistenti. E i primi saranno realizzati a maggio e giugno 2020". 

Metro e treni

Atm e Trenord stanno lavorando su come evitare assembramenti a bordo dei loro mezzi. "Atm farà in modo che l’accesso alla metropolitana sia contingentato, informando quando si giungerà al livello di saturazione - aveva dichiarato nei giorni scorsi l'assessore alla mobilità del comune di Milano, Marco Granelli - e poi sulle carrozze e sui bus segnaleremo sul pavimento e sui sedili la distanza da tenere, e possibilmente anche nelle stazioni della metropolitana, alle fermate in strada. Noi e Atm faremo il massimo, chiediamo fin d’ora ai cittadini di seguire bene le regole e aiutarci".

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Trenord, in vista della 'fase due' dell'emergenza Covid, ha invece avviato un'analisi dei flussi, inviando a oltre 500 mila clienti profilati, principalmente abbonati, un sondaggio in cui si chiede con quali modalità pensano di spostarsi nei prossimi mesi. Un vademecum sarà poi stilato con le regole per salire sul treno, che comprenderà, ad esempio, l'obbligo di indossare la mascherina.

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