Alessandro Gemme

Opinioni

Alessandro Gemme

Giornalista MilanoToday

Così (forse) ci siamo salvati dalla festa dell'Inter

Per il momento la curva dei contagi sta continuando a flettere verso il basso ma per capire se il trend si consoliderà bisogna aspettare ancora una settimana

Sono passati 14 giorni precisi dalla maxi festa per lo scudetto dei tifosi dell'Inter e per il momento la curva dei contagi da coronavirus in provincia di Milano e in Lombardia non ha subito decisi scossoni. Anzi, la curva sta continuando a flettere verso il basso. Per dire con certezza che i maxi assembramenti in centro a Milano non hanno causato un aumento dei contagi, tuttavia, bisognerà aspettare ancora una settimana, solo tra sette giorni, infatti, si consoliderà il trend.

I presupposti sono buoni ma è ancora presto per cantare vittoria: in Italia si sono già verificati eventi simili nei mesi scorsi (la festa per la promozione dello Spezia in Serie A e le commemorazioni per Diego Armando Maradona a Napoli). Gli effetti sulla curva dei contagi, tuttavia, sono stati di segno opposto: nella cittadina ligure (come si vede dal grafico) i contagi iniziarono a salire poco dopo l'evento, prima qualche unità, poi ci fu una vera e propria onda che si riassorbì in un mese. A Napoli, invece, la curva continuò a flettere intorno a un valore senza tuttavia segnare un aumento significativo.

Per il momento a Milano la curva dei contagi sta continuando a flettere verso il basso, seppur con qualche scossone. Insomma, per il momento c'è una situazione simile a quella di Napoli.

La festa dei tifosi interisti in Centro

La festa dei tifosi interisti per lo scudetto — secondo i numeri resi noti da via Fatebenefratelli — aveva visto circa 30mila persone nel centro di Milano e 10mila in Piazza Duomo (nel momento più affollato).

Polizia e carabinieri non erano intervenuti per fermare gli assembramenti. Il prefetto Renato Saccone, aveva spiegato che in quell'occasione bisognava "coniugare le ragioni della prevenzione del contagio con la gestione dell'ordine pubblico e con la tutela della incolumità delle persone". Secondo Saccone "chiudere piazza Duomo, spazio urbano ampio e con numerose vie di esodo, sarebbe stato inevitabilmente occasione di ancora più densi e rischiosi assembramenti, sotto ogni profilo". Avrebbe insomma provocato più disordine e assembramenti nelle vie strette intorno alla piazza, perché nel frattempo da tutta la città il popolo nerazzurro avrebbe in ogni caso fatto capolino in centro.

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