Inchiesta su morti nelle Rsa, perquisizioni della finanza al Palazzolo Don Gnocchi

Quindici dei dipendenti della struttura erano risultati positivi al Covid-19 e avevano denunciato l'ente per epidemia colposa

Foto da Fb/fondazionedongnocchi

La guardia di finanza di Milano sta svolgendo perquisizioni all'Istituto Palazzolo Fondazione Don Carlo Gnocchi, coinvolto nell'inchiesta della procura di Milano sui numerosi decessi - sono centinaia i morti - avvenuti nelle Residenze sanitarie assistenziali lombarde, tra cui il Pio Albergo Trivulzio.

Il direttore generale del Palazzolo Antonio Dennis Troisi, il direttore sanitario Federica Tartarone e il direttore dei servizi medici socio-sanitari Fabrizio Giunco sono indagati per epidemia e omicidio colposo. Coinvolto nell'indagine anche Papa Wall Ndiaye, presidente della Ampast (cooperativa di lavoratori socio sanitari che opera all'interno dell'istituto milanese).

La denuncia dei dipendenti

I responsabili dell'Istituto Palazzolo Fondazione Don Carlo Gnocchi di Milano erano stati denunciati da diciotto dipendenti perché avrebbero nascosto alcuni casi di contagio da Covid-19 e impedito ai lavoratori di indossare le mascherine di protezione, con l'obiettivo di non allarmare gli ospiti della struttura.

Quindici dei lavoratori del Palazzolo che avevano contratto il coronavirus, insieme ad altri tre colleghi, avevano deferito i dirigenti. La loro denuncia specifica come al direttore generale, al direttore sanitario, al direttore dei servizi medici socio sanitari e al legale rappresentante di Ampast si contesti di aver tenuto "nascosti moltissimi casi di lavoratori contagiati da Covid 19, benché ne fossero a conoscenza almeno dal 10 marzo", oltre che di avere "impedito ai lavoratori l'uso delle mascherine per non spaventare l'utenza, invece di fornire loro idonei dispositivi di protezione individuale".

"Nessuna negligenza in contagi del personale", era stata la replica della Fondazione Don Gnocchi, per tramite dei suoi legali, in merito alla notizia della presentazione di una denuncia-querela "per i reati di diffusione colposa dell'epidemia e altri reati in materia di sicurezza del lavoro". Ad accertare eventuali responsabilità ci penserà la magistratura.

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