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Covid, gli eroi sono stanchi: "Colleghi positivi e niente organizzazione, ora siamo al collasso"

Caos all'ospedale di Sesto, in odore di 'rimodulazione'. Esplode la rabbia del personale

Eroi sì, anche se vorrebbero semplicemente fare il loro lavoro. Ma "macchine" no, quello mai. Esplode la rabbia dei medici dell'Asst Nord Milano, l'azienda sanitaria che comprende gli ospedali di Sesto e Cinisello, che nelle ultime settimane hanno ricominciato a lottare contro il coronavirus. 

E la situazione, stando a quanto denunciato da tutti i sindacati, non è tanto diversa da marzo scorso, quando la regione era stata sorpresa dall'epidemia e travolta - per dirla con le parole degli amministratori regionali - da uno tsunami. Oggi Fials, Anaao Assomed, Aaroi Emac, Uil e Anpo parlano di "vero e proprio collasso organizzativo dovuto allo sconcertante depauperamento del personale medico e sanitario, infermieri in primis, che sta rendendo impossibile assicurare le attività dei pronto soccorso, delle sale chirurgiche, delle degenze covid, delle degenze covid free e del punto nascite". 

A mettere in ginocchio gli ospedali - tra l'altro coinvolti in una riorganizzazione che dovrebbe servire per inviare personale sanitario in Fiera a Milano sono anche "i numerosi focolai nelle diverse unità operative". Il "contagio del personale - mettono nero su bianco i sindacati - riduce ulteriormente gli organici già carenti, esasperati e stremati". E in tutto ciò il rapporto con la stessa Asst non sembra essere dei migliori. "É oltremodo offensivo - le parole di rabbia di medici e infermieri - che in questo particolare momento di fronte ad un focolaio l’unica cosa che la Direzione sappia dire sia «è altamente improbabile che con l'utilizzo dei Dpi e l'osservanza dei corretti comportamenti gli operatori sanitari possano contrarre l'infezione da Sars-CoV-2», senza tenere in considerazione tutto il resto".

"L'evidente inerzia organizzativa di questi mesi avvalora come questa direzione aziendale si sia ostinatamente rifiutata di affrontare in maniera organica, collegiale e razionale una riorganizzazione delle risorse, dei mezzi e delle procedure, dando per scontato che le forse a disposizione fossero sempre adeguate numericamente ed in ottima condizione psicofisica per affrontare qualsiasi situazione ed attuando provvedimenti disciplinari autoritari che hanno ulteriormente annullato la fiducia da parte dei lavoratori circa la capacità di governare l'attuale quadro emergenziale", proseguono i camici bianchi.

"È importante avere la consapevolezza e la coscienza che il personale non è una macchina e anche se resiliente, come abbondantemente già dimostrato, non è più disposto a tacere anche per la responsabilità che ha nei confronti del paziente - il j'accuse dei sindacati -. Il personale si sente abbandonato al suo destino ed in balia di un'azienda che sta prepotentemente precludendo la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, nonché degli stessi cittadini. Tutto quanto sopra esposto non potrà che peggiorare ulteriormente - concludono - con l’imminente trasferimento del personale presso altre Aziende al di fuori di questa Asst". 
 

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