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Repertorio

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Fontana: "Caro De Luca, noi non chiuderemo mai ai campani che vengono qui a curarsi"

"Non ho nessun crollo psicologico", ha aggiunto il governatore lombardo sempre rispondendo a quello campano

"Credo che abbia sbagliato e che queste scelte si debbano in caso fare di comune accordo e non certamente per imposizione di una parte rispetto all'altra". Queste il commento del presidente della Regione Attilio Fontana ai microfoni di Centocittà su Radio1 dopo che il governatore della Campania, Vincenzo De Luca ha detto di essere pronto a chiudere i confini della regione di caso di riapertura da parte delle zone più colpite dal coronavirus, come la Lombardia.

Fontana ha poi risposto a De Luca anche sulla sua affermazione circa un presunto 'crollo psicologico' degli amministratori del Nord. "Credo che De Luca si confonda - ha detto il governatore lombardo - è un po' che non mi telefona e credo che non si renda conto che non sono assolutamente crollato, ma sono lucidissimo".

"Caro governatore Vincenzo De Luca - ha poi scritto il presidente lombardo sulla sua pagina Facebook -, sappia che qualunque cosa accada noi non chiuderemo mai la porta ai 160.000 italiani, tra cui circa 14.000 campani, che ogni anno scelgono di venire in Lombardia per farsi curare". 

La querelle con Zingaretti

Un'altra polemica era scoppiata tra Fontana e il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. "Forse lei - ha scritto il presidente lombardo rivolgendosi a quest'ultimo - dovrebbe fare più attenzione alle dichiarazioni che rilascia. Io non ho accusato né lei, né la sua Regione. Ho semplicemente fatto notare il diverso modo di trattare le notizie, da parte di certa stampa, a seconda di chi governa".  

"Trovo infatti che la vostra delibera, così come la nostra - ha continuato Fontana - partano dalla stessa ratio: isolare i pazienti Covid. Noi ne avevamo bisogno, per dimetterli da reparti ospedalieri in un momento di grande saturazione dei posti letto, voi per spostarli dalle Rsa. Trovo pertanto inopportuna e di cattivo gusto la sua conclusione 'nessun caso Lombardia, nel Lazio'".

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