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Coronavirus, Fontana: "Fatti molti errori ma nessuno conosceva situazione"

"Quelli commessi non sono gli stessi che ci vengono contestati", ha detto il governatore lombardo

"Io sono convinto che di errori ne siano stati commessi molti, sicuramente. Non sono quelli che ci vengono contestati". Queste le parole del presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana sulla gestione dell'emergenza coronavirus.

"Mi ferisce molto quando vengo accusato sulle Rsa - ha affermato il governatore lombardo ai microfoni di Centocittà, su Rai Radio 1 - cosa assolutamente non vera perché la delibera andava in una direzione ben chiara ed è stata sostanzialmente usata soltanto da 15 Rsa rispetto alle 710 che ci sono sul nostro territorio".

"Rimango male - ha aggiunto ancora Fontana - quando mi si dice che i medici di base non avevano le mascherine, cosa che non era compito della Regione. Sono tante le cose che non sono vere oggettivamente ma che mi vengono addebitate ormai come un dato di fatto oggettivo. Sicuramente un errore che non ripeterei è stato all'inizio, quando si diceva questa è soltanto un'influenza e che io screditavo l'Italia nel mondo. Sarei dovuto andare sicuramente oltre le polemiche e insistere per evidenziare come fossi convinto che la situazione rischiava di essere molto grave".

"Poi - ha concluso il presidente lombardo - nell'evoluzione ci sono potuti essere degli errori piccoli, medi, grandi, non lo so. Sicuramente abbiamo affrontato una situazione che nessuno conosceva ma, soprattutto, che nessuno immaginava potesse essere così grave e pericolosa per la salute dei cittadini. Una situazione che poi si è replicata in altre parti del mondo in modo altrettanto grave. Noi siamo stati i primi ad affrontarla, non bisogna dimenticarlo".

Dallo scorso 25 maggio, dopo una serie di minacce evidentemente giudicate credibili, Attilio Fontana si trova sotto scorta e viene sempre sorvegliato dalle forze dell'ordine. La decisione era arrivata dopo che i Carc, Comitati di appoggio alla resistenza per il comunismo, avevano fatto - e firmato - un murale con la scritta "Fontana assassino" in zona Crescenzago. Pochi giorni dopo volantini dello stesso tenore, e con la stessa firma, erano apparsi fuori dalle case popolari al Grasoglio. Diverse sarebbero anche le minacce e le intimidazioni ricevute dal governatore online.

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