Coronavirus, Fontana è dell'idea di De Luca sul lockdown: serve un provvedimento nazionale

Per il governatore: "Ulteriori azioni di contrasto al virus dovranno a loro volta essere uniformi"

Fontana

Lockdown regionali? Oppure un provvedimento nazionale? Oramai sembra essere questo il punto da risolvere prima che il Governo di Giuseppe Conte proceda con il Dpcm, che dovrebbe stringere ulteriormente la possibilità di mobilità sul territorio nazionale.

È anche quanto emerge dalle dichiarazioni su Facebook del presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, dopo la riunione di domenica tra Governo, Regioni, Anci e Upi. "La diffusione del virus è uniforme in tutto il Paese. Le differenze riguardano l’ampiezza del tracciamento che varia da regione a regione. È evidente che, una volta verificato l’impatto delle misure già adottate sulle curve del contagio, ulteriori azioni di contrasto al virus dovranno a loro volta essere uniformi".

Come il governatore campano Vincenzo De Luca, Fontana sostiene che "una serie di interventi territorio per territorio, polverizzati e non omogenei, sarebbero probabilmente inefficaci e anche incomprensibili ai cittadini, che già oggi sono disorientati. Le istituzioni, a partire dal Governo - conclude il governatore della Lombardia - devono dare segnali coerenti, forti e credibili. Le Regioni sono, come sempre, pronte a collaborare".

Il nuovo Dpcm: quali potrebbero essere i punti

Il nuovo Dpcm da parte del presidente del consiglio Giuseppe Conte - già lunedì 2 novembre? - sembra inevitabile. La strada intrapresa, secondo quanto emerge dalle dichiarazioni di alcuni membri del Governo, porta verso un lockdown mirato delle grande città e tra queste le due più a rischio stretta sono Milano e Napoli.

L'ultima decisione, per il momento, sembra appannaggio delle Regioni e non dell'esecutivo ma il nuovo provvedimento porterà con sé criteri più stringenti per decidere le chiusure locali. Il lockdown potrebbe durare perfino un mese, lasciando tuttavia aperte alcune attività fondamentali: fabbriche; scuole materne ed elementari; aziende agricole; negozi alimentari; farmacie ed altri esercizi che vendono beni essenziali.

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