menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
La contestazione. Foto Manuel F.

La contestazione. Foto Manuel F.

Inchiesta Covid-19, i pm di Bergamo sentono il governatore Fontana accolto dalle proteste

La sede della procura è blindata: agenti di polizia e carabinieri presidiano i due ingressi

Venerdì mattina il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, è arrivato a Bergamo per essere sentito come persona informata dei fatti dai magistrati orobici titolari dell’inchiesta sulla gestione dell’emergenza Coronavirus nella zona.

La sede della procura per l’occasione è stata blindata: agenti di polizia e carabinieri hanno presidiato i due imbocchi di via Brigata Orobica, strada che costeggia il palazzo della procura, per impedire il passaggio a giornalisti, fotografi e cameraman. Il governatore, accompagnato dagli agenti della scorta che gli è stata nei giorni scorsi dalla Prefettura di Varese, è entrato nell’edificio da un ingresso laterale.

La 'conversazione si è svolta in un "clima collaborativo", stando a quanto viene riferito da Palazzo Lombardia. Il governatore è uscito attorno alle 12.30, presidiato dalle forze dell'ordine, con agenti del reparto mobile della questura in tenuta antisommossa per tenere a distanza i manifestanti, tra cui alcuni sindacalisti e alcuni antagonisti, che gli hanno rivolto grida come "dimettiti" e "vergognati".

"Fontana Bergamo non dimentica. Merda"

Una quarantina di persone si erano già riunite in presidio davanti alla palazzo della procura fin dal mattino. Con l'obiettivo di protestare contro la gestione regionale dell’emergenza Coronavirus e in particolare contro la mancata istituzione di una zona rossa nell'area di Nembro e Alzano Lombardo, due dei comuni della Bassa Val Seriana più colpiti dalla pandemia. "Fontana Bergamo non dimentica. Merda", si leggeva su uno striscione srotolato dai manifestanti.

Nel mirino dei contestatori, che si definiscono "cittadini di Bergamo", anche gli industriali lombardi per le presunte pressioni esercitate sul mondo politico per la mancata tempestiva chiusura dei comuni più colpiti della Val Serianad: "Confindustria no zona rossa in Val Seriana. Tranquilli ci ha pensato Fontana".

Anche Gallera dai pm

Giovedì era toccato all'assessore al Welfare, Giulio Gallera. L'audizione era durata più di tre ore. Ai giornalisti che lo aspettavano davanti alla procura, l'assessore aveva spiegato di non essere preoccupato. Tra i vari temi era stato toccato quello della mancata creazione della zona rossa tra Nembro e Alzano Lombardo. Un argomento controverso.

L'assessore avrebbe ribadito quanto detto più volte, ovvero che la Regione era favorevole alla realizzazione di quella zona rossa e anche l'Istituto superiore di sanità aveva dato il via libera; ma quando il 5 marzo sono iniziati i movimenti dell'esercito verso la Val Seriana, sembrava che la stesse per decretare il Governo, e così la Lombardia ha aspettato. Poi, invece, è arrivata la zona arancione per tutta la Regione. Gallera avrebbe anche aggiunto di avere approfondito in seguito la legislazione, constatando che la Lombardia avrebbe potuto creare la zona rossa senza aspettare il Governo.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

MilanoToday è in caricamento