Fontana boccia Azzolina: "Linee guida per la scuola irricevibili. Vogliamo l'autonomia"

Il governatore torna a parlare della scuola: "Ancora incertezza, danni irreparabili"

Il presidente di regione Lombardia, Attilio Fontana, torna alla carica contro il governo. Tema del contendere, di nuovo, la scuola, che dovrebbe ripartire il prossimo 14 settembre con le lezioni in aula dopo lo stop per l'emergenza Coronavirus anche se la preparazione del nuovo anno scolastico sembra ancora in alto mare. 

"Sulla scuola il Governo mi lascia perplesso, non prende decisioni, non si assume le responsabilità costituzionali del compito, si limita nell'incertezza ad un confronto con le Regioni", l'attacco arrivato giovedì dal governatore lombardo. "Ieri sera ho avuto l'ennesimo incontro in videoconferenza con il Ministro Azzolina, nel pomeriggio ne seguirà un altro per fare il punto sulle proposte avanzate dalle Regioni", ha spiegato Fontana, che evidentemente nelle ultime ore sta intrattenendo fitti colloqui con il ministro dell'istruzione del governo Conte. 

A Milano non c'è più posto per gli studenti

"Le linee guida presentate dal Ministro qualche giorno fa non erano nella pratica ricevibili, i Governatori delle Regioni hanno dato le loro controproposte sperando che si concretizzi a livello centrale una linea programmatica risolutoria. Non possiamo - ha sottolineato il presidente lombardo - continuare a lasciare le famiglie, gli insegnanti e gli studenti nell'incertezza scolastica del domani, i danni al Paese sono irreparabili. L'autonomia, anche nel settore della scuola, è la soluzione".

Già mercoledì Fontana e l'assessore all'istruzione del Pirellone, Melania Rizzoli, avevano lanciato l'allarme. "La diffusione delle linee guida sulla scuola, ancora da approvare in Conferenza delle Regioni, arriva in ritardo per assicurare l'ordinata partenza del prossimo anno scolastico e formativo 2020-2021", avevano sottolineato, gettando nuove ombre sull'inizio del prossimo anno. 

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"Attuare incisive misure di cambiamento organizzativo dell'organizzazione scolastica in così poco tempo sarebbe già stato difficile in tempi ordinari. Figuriamoci in un periodo così particolare, dopo una pandemia mondiale in cui la scuola sta pagando un prezzo troppo alto per gli studenti e le loro famiglie", avevano sottolineato i due amministratori lombardi, lasciando intendere a chiare lettere che la partenza del nuovo anno scolastico così resta in dubbio.
 

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