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Il Frecciarossa deragliato nel Lodigiano

Il Frecciarossa deragliato nel Lodigiano

Coronavirus: forze dell'ordine positive dopo interventi per treno deragliato e zona rossa

Il virus che provoca l'influenza Covid-19 era già in circolo

L'incidente ferroviario del 6 febbraio che provocò il deragliamento di un Frecciarossa nei pressi di Ospedaletto Lodigiano, provocando la morte di due macchinisti e il ferimento di una trentina di passeggeri, potrebbe essere collegato alla diffusione del Coronavirus proprio in quella zona, che come sappiamo è stata l'epicentro italiano del Covid-19.

Si è infatti saputo che alcuni di quelli intervenuti sul posto (tra forze dell'ordine e tecnici) successivamente hanno accusato sintomi influenzali e sono risultati positivi al Coronavirus. Ma in alcuni casi si tratta, è bene specificarlo, dello stesso personale (polizia, carabinieri, guardia di finanza) poco dopo impiegato per il controllo della zona rossa dei dieci Comuni del Lodigiano "chiusi per Covid-19", dai quali non si poteva uscire e nei quali non si poteva entrare.

Alcuni membri delle forze dell'ordine spiegano che, in quei primi giorni di esplosione del contagio, le distanze di sicurezza non erano ancora prescritte o suggerite, e le mascherine erano poche e poco utilizzate. La promiscuità (dormire nelle camerate, mangiare nelle mense) avrebbe fatto il resto. E si pensi che i primi sintomi del "paziente 1", Mattia, sono comparsi il 15 febbraio, pochi giorni dopo il deragliamento.

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