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Covid, Gallera 'assolve' la regione: "Anche gli esperti dicevano tutto il contrario di tutto"

L'assessore al Welfare: "Abbiamo sempre agito al meglio. Rifletteremo a mente serena"

"La scienza non ci ha dato un'indicazione chiara, precisa e puntuale su cui agire". A difendersi - in una sorta di "assoluzione" propria e della giunta - è l'assessore al Welfare lombardo, Giulio Gallera, che lunedì ha commentato a "Mattino cinque" il lavoro suo e dei colleghi del Pirellone nella gestione dell'emergenza Coronavirus, che lui stesso ha per l'ennesima volta definito una "bomba". 

"Abbiamo sempre agito al meglio delle nostre possibilità - ha garantito l'esponente della regione -, arriverà il momento in cui si rifletterà su tutto a mente serena. Abbiamo sentito ingigantire qualunque cosa veniva fatta. Partiamo da un assioma che la scienza non ci ha dato un’indicazione chiara, precisa e puntuale su cui agire. Abbiamo avuto fior di esperti che dicevano tutto e il contrario di tutto nella stessa giornata", ha continuato Gallera. 

E ancora: "In Lombardia è esplosa una vera e propria bomba che ha trovato tutti impreparati, il mondo occidentale è stato impreparato. Ricordiamo le immagini di quello che è successo in altre nazioni che avevano già l’esempio di quello che era successo in Lombardia - ha sottolineato -. In Spagna, Stati Uniti e Gran Bretagna. Abbiamo gestito una bomba atomica mettendo in campo tutte le nostre capacità per salvare la vita alle persone. Lasciamo - ha detto serenamente - che poi che la scienza e i tecnici approfondiscano quello che abbiamo fatto rimettendoci alla loro valutazione".

Lo stesso Gallera ha poi detto la sua sul passaporto sanitario che secondo alcuni governatori di regione dovrebbe essere obbligatorio per permettere lo spostamento dei cittadini lombardi dalla regione. "Non si può parlare di passaporto sanitario anche perché ricordiamoci che il test ematico sierologico riguarda soltanto una fotografia: se hai avuto una malattia. Poi magari puoi ancora averla in corso, ma è un dato che racconta quello che tu sei stato, poi va approfondito con un tampone che è la fotografia di un momento - ha spiegato l'assessore -. Se io faccio un tampone e poi salgo su un traghetto posso reinfettarmi in quel momento. Non c’è nessuno tipo di garanzia che può dare il test diagnostico o addirittura epidemiologico". 

"Quindi il passaporto sanitario è uno strumento che non ha nessun fondamento come evidenziato dal Ministero e da tutti gli esperti. Attrezzarsi per fornire un servizio sanitario con ambulatori, con strutture in grado di accompagnare chi sta male e per potere monitorare lo stato di salute - ha concluso - è la proposta di alcune Regioni. Vedremo come va”.

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