Gallera: «Non mi candido a sindaco di Milano, lotto 24 ore su 24 contro il Coronavirus»

L'assessore regionale, dopo l'intervista e la bufera suscitata, fa marcia indietro. E promette: «Non penso ad altro che alla lotta al Covid-19»

Non si candida a sindaco di Milano. O comunque non ci pensa adesso. «Resto in prima linea a fianco di medici e infermieri per sconfiggere l'emergenza sanitaria, siamo in guerra e resto al mio posto», ha dichiarato Giulio Gallera, assessore regionale al welfare, dopo le polemiche scaturite da una intervista a Repubblica di mercoledì 25 marzo, nella quale aveva affermato di essere pronto a candidarsi se sarà necessario.

Una marcia indietro? L'assessore la spiega diversamente. «Sono. totalmente concentrato sull'emergenza sanitaria, in questo momento non sono interessato ad altro. E questo impegno mi assorbe 24 ore al giorno», ha affermato. Anche perché, per uscire dall'emergenza, la strada è lunga. Non basterà il 3 aprile come "dead line" per ritenerci tutti liberi dal Coronavirus.

In precedenza, due esponenti milanesi di Forza Italia (Alessandro De Chirico e Fabrizio De Pasquale) avevano proposto Gallera come possibile candidato per l'Ambrogino d'Oro 2020, proprio per l'impegno sul fronte della lotta al Covid-19. E sicuramente in Fi, il partito in cui Gallera è impegnato politicamente fin dal 1994 dopo essere cresciuto tra i giovani del Partito Liberale, molti lo vorrebbero come sfidante di Beppe Sala alle elezioni comunali del 2021.

Le polemiche. Centrosinistra attacca: «Inopportuno»

Tuttavia l'intervista di mercoledì mattina aveva suscitato un vespaio da parte di numerosi esponenti di centrosinistra, per i quali la questione della candidatura a sindaco, in questo momento, è quantomeno inopportuna. «Forza Italia annuncia che Gallera sarà il candidato sindaco l'anno prossimo (sul Corriere) e Gallera (su Repubblica) dice che non si tirerà indietro e sfiderà Sala. Con gli ospedali sottosopra e i numeri spaventosi di contagi e decessi, buttare in campagna elettorale (un anno prima poi!) tutto è l'ultima cosa che si dovrebbe fare», ha scritto su Facebook l'europarlamentare del Pd Pierfrancesco Majorino.

«Mai vista una prova di cinismo simile in politica, mai. Tutti stanno convenendo che, purtroppo, la Lombardia ha fallito l'impostazione della sanità di territorio e che vada reimpostata, per quanto possibile, nei prossimi giorni. In questo contesto Gallera, che sta in tv senza sosta, invece di guidare l'emergenza e riparare gli errori strutturali di cui è palese concausa, si candida a sindaco di Milano»: così invece Pierfrancesco Maran, Pd, assessore all'urbanistica a Milano. Gli ha fatto eco Filippo Barberis, capogruppo Pd a Palazzo Marino: «Nel pieno dell'emergenza, nella Regione con i dati più critici a livello mondiale e davanti ad errori di gestione e di impostazione talmente gravi che nemmeno la responsabilità del personale sanitario può più tacere, l'uomo in prima linea, l'Assessore alla Sanità Giulio Gallera, pensa a candidarsi a sindaco di Milano. Pensa a sfruttare politicamente la propria visibilità in questa emergenza. Ma ci rendiamo conto? Io davvero non ho parole».

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Commento lapidario quello di Natascia Tosoni (Milano Progressista): «E' vergognoso». Mentre ha ironizzato Enrico Fedrighini (Verdi): «Dopo lepri e daini a passeggio lungo strade vuote e parchi deserti, Luca - un amico biologo che vive a Lovere - mi avvisa con un sms che in Lombardia è arrivato anche lo sciacallo! (p.s. però c'è qualcosa che non torna. Ho chiesto a Luca di inviarmi una foto dell'esemplare, o almeno qualche dettaglio su dove e quando è stato avvistato... mi ha risposto di leggere un'intervista pubblicata oggi su Repubblica...)».

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