Covid, le previsioni di Gallera: "I numeri cresceranno, dobbiamo abbassare la curva"

L'assessore: "Misure rigide per far scendere la curva. 30mila tamponi, ma non basta"

Obiettivo: abbassare la curva. Una curva che preoccupa sempre più, proprio come a marzo, tutta la giunta di regione Lombardia. A confessarlo, senza neanche troppi giri di parole, è stato l'assessore al welfare lombardo, Giulio Gallera, che lunedì mattina ha parlato ai microfoni di Mattino cinque della seconda ondata dell'epidemia di coronavirus e ha commentato l'ultimo Dpcm facendo una proiezione su un potenziale "salvataggio" del Natale, con delle feste con meno restrizioni.

"È l’obiettivo che ci siamo posti con misure rigide per far scendere una curva che sta salendo in maniera esponenziale - ha spiegato l'esponente del Pirellone -. Siccome il virus si propaga con uno sviluppo matematico o mettiamo in campo misure forti, oppure quella linea diventerà sempre più retta e i sistemi sanitari poi non reggono più”. 

"30mila tamponi, ma non è sufficiente"

Gallera non ha nascosto qualche timore in vista dei giorni che verranno. “Come Lombardia – ha detto – abbiamo fatto tantissimo. Ieri abbiamo fatto 35mila tamponi, la nostra capacità di tracciare e di correre dietro al virus oggi è enorme, imponente. La media dei tamponi è più di 30mila, isoliamo le persone, ma evidentemente tutto questo non è sufficiente perché il numero degli asintomatici è particolarmente ampio e se ne individua solo una parte. Non c’è sistema sanitario al mondo che è in grado da solo di reggere - ha rimarcato -. Questa pandemia si combatte solo con il distanziamento non c’è altro strumento, non ci sono cure preventive o vaccini”. 

Negli egli ospedali "la situazione non è in alcun modo paragonabile, per ora, a quella che abbiamo vissuto a marzo. Noi avevamo 12 mila posti letto nelle pneumologie, oggi siamo a 2.300, 1.800 posti letto nelle terapie intensive, oggi siamo a 231. Però sta crescendo ed evidente che qualunque azione mettiamo in campo oggi i risultati li vedremo tra 15 giorni", ha proseguito l'assessore. 

"Ci stiamo preparando - ha spiegato Gallera - al fatto che questi numeri continueranno a crescere in maniera significativa per i prossimi 15 giorni, quindi abbiamo sospeso le attività procrastinabili e non urgenti nei presidi territoriali, lasciando invece negli hub sia la cura dei pazienti Covid più complessi sia le patologie tempodipendenti e oncologiche. Teniamo per ora aperte le attività ambulatoriali, quindi - ha concluso - siamo ancora in una fase in cui ci stiamo occupando del Covid ma cerchiamo di tenere aperto anche il resto della sanità".
 

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