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Secondo Galli (Sacco) il sistema delle zone a colori funziona molto poco

L'infettivologo Galli: "Tra una settimana ancora ospedali in forte difficoltà"

"I dati indicano che siamo non dico daccapo, ma in una situazione non tranquilla, con la possibilità di ritrovarci settimana prossima di nuovo con gli ospedali in forte difficoltà. Non c'è certezza, ma per come si configura, la situazione ci dà elevate possibilità di essere messi male a breve". Analizza così nelle scorse ore l'andamento dell'epidemia di Covid-19 in Italia Massimo Galli, infettivologo dell'ospedale Sacco e dell'università degli Studi di Milano, intervenuto ad 'Agorà' su Rai3.

Secondo l'esperto, anche per 'mettere al sicuro' la campagna vaccinale servono nuove restrizioni, perché "è chiaro che il sistema policromatico utilizzato fino adesso ha funzionato in maniera molto limitata", anzi "mi sentirei di dire non ha funzionato - sostiene - se è vero come è vero che quelle peggio messe sono attualmente le Regioni che sono sempre state più o meno gialle".

La ormai celebre "zona bianca", una misura "per dare un segnale che il Paese sta facendo un lavoro che gli consentirà di entrare in una fase diversa in un tempo medio", è parecchio lontana. Non a caso già oggi se ne parla molto meno rispetto a ieri. Zona bianca significherebbe la riapertura di tutte le attività nella Regione, compresi i musei, i teatri, i cinema e le palestre. Un ritorno alla quasi-normalità per quei territori che presenterebbero un Rt inferiore allo 0,5. Con i numeri del contagio in risalita, lo scenario è lontano e improbabile in queste settimane invernali in cui la terza ondata è un timore reale.

La Lombardia, lo ha spiegato anche il presidente regionale Attilio Fontana, rischia seriamente, nella settimana del 18 gennaio, di entrare in zona rossa. 

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