Milano, la Gismondo rassicura: "La seconda ondata non sarà mai grave quanto la prima"

Lo ha detto la scienziata del Sacco che nei mesi scorsi era stata diffidata per le sue dichiarazioni

Un reparto di terapia intensiva (foto Martina Santimone per Areu)

"La sicurezza in medicina, soprattutto in caso di pandemia, non esiste. Se dovesse esserci una seconda ondata, non sarà mai della gravità della prima, perché allora vuol dire che non abbiamo imparato niente". È quando ha detto nella giornata di giovedì 2 luglio Maria Rita Gismondo, capo del laboratorio di Microbiologia clinica, virologia e diagnostica delle bioemergenze dell'ospedale Sacco di Milano, ospite di 'Centocittà' su Rai Radio 1.

Per il momento la situazione coronavirus in Lombardia sta migliorando: l'ultimo bollettino della Regione, reso noto nel pomeriggio di mercoledì 1° luglio, parlava di 109 persone positive al virus di cui 31 "debolmente positive" e altre 49 trovate in seguito ai test sierologici. Nel frattempo continuano a svuotarsi le terapie intensive degli ospedali Lombardi: i pazienti che hanno bisogno di reparti speciali sono 41 in tutta la regione mentre i malati covid nelle strutture ospedaliere sono 318, 21 in meno rispetto a martedì. 

La Gismondo nell'occhio del ciclone per le sue dichiarazioni

Nei mesi scorsi la scienziata milanese era stata diffidata per le sue dichiarazioni dal Patto trasversale per la scienza (Pts), l’associazione lanciata mesi fa da Roberto Burioni e altri scienziati per "portare le evidenze scientifiche alla base delle scelte legislative" e fare la guerra alle fake news. 

Nel mirino del Patto per la scienza, alcune affermazioni pronunciate dalla Gismondo a proposito dell’epidemia di Covid-19. E vale a dire: 

  • "È una follia questa emergenza, si è scambiata un’infezione appena più seria di un’influenza per una pandemia letale" (23 febbraio 2020);
  • "Non voglio sminuire il coronavirus ma la sua problematica rimane appena superiore all’influenza stagionale" (1 marzo 2020).
  • "Tra poco il 60-70% della popolazione è positivo ma non dobbiamo preoccuparci" (13 marzo 2020).
  • "L'epidemia potrebbe esser mutata, sta succedendo qualcosa di strano" (21 marzo 2020).

Dichiarazioni che erano state fatte nel pieno dell'emergenza e che erano state criticate dal Pts: "In questo momento tragico — avevano scritto nella lettera di diffida — la responsabilità dei ricercatori, dei clinici e degli scienziati dovrebbe essere quella di informare con chiarezza e serietà la popolazione, senza allarmare e senza diffondere ipotesi o notizie non suffragate dai dati scientifici".

La scienziata aveva replicato a stretto giro: "La mia frase sul virus come influenza? Altri virologi hanno detto la stessa cosa, e lo diceva anche il direttore generale dell'Oms. In quel momento avevamo un piccolo focolaio a Codogno e due casi dalla Cina", aveva spiegato la Gismondo. Ma "si attacca solo me, quando invece c'erano altre persone che dicevano le stesse cose - avevaribadito - fra cui quella che firma la diffida. Vale la fonte o il contenuto?".

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