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Martedì, 7 Dicembre 2021
Coronavirus

Gli immigrati che non hanno ancora il green pass potranno mostrare il certificato di vaccinazione

Molti di loro non riescono a scaricare la certificazione verde. Ora il governo equipara il green pass ai documenti forniti in sede di vaccinazione

Il certificato di vaccinazione vale come green pass. Lo ha deciso il governo con il decreto 246 pubblicato giovedì 14 ottobre, in extremis rispetto all'obbligo nei luoghi di lavoro scattato venerdì 15, per salvaguardare tutti coloro che, per un motivo o per l'altro, non riescono a scaricare il certificato verde. Il decreto equipara al green pass sia la documentazione di avvenuta vaccinazione, rilasciata al momento dell'inoculazione, sia il referto, con esito negativo, di test molecolari o tamponi antigenici rapidi. Si legge infatti:

"Nelle more del rilascio e dell'eventuale aggiornamento delle certificazioni verdi covid-19 da parte della piattaforma nazionale Dgc, i soggetti interessati possono comunque avvalersi dei documenti rilasciati, in formato cartaceo o digitale, dalle strutture sanitarie pubbliche e private, dalle farmacie, dai laboratori di analisi, dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta che attestano o refertano una delle condizioni di cui al comma 2, lettere a), b) e c), dell'art. 9 del decreto-legge n. 52 del 2021".

Secondo Michele Usuelli, consigliere regionale di +Europa/Radicali che giovedì ne ha dato diffusione, questa equiparazione potrebbe essere interpretata in modo estensivo anche al di fuori dei contesti di lavoro, ovunque sia necessario mostrare il green pass, e potrebbe quindi agevolare la vita quotidiana di migliaia di persone che, ancora oggi, hanno difficoltà ad ottenere la certificazione.

Tra loro , soprattutto gli stranieri irregolari che si sono vaccinati prenotandosi con un codice fittizio nel portale di Regione Lombardia: "Questa categoria di persone, ad oggi, non riesce a scaricare il green pass perché, all'atto della prenotazione, il portale di Poste Italiane prevede venga inserito un particolare codice che poi risulta infungibile ad ottenere la certificazione una volta ricevuto il vaccino. A loro è precluso l'accesso a luoghi o ad attività, benché ne abbiano pieno titolo", spiega Usuelli.

"Il mio invito - conclude il consigliere regionale - è quello di considerare l'equiparazione sancita dal governo nell'ultimo decreto come funzionale per sanare i problemi di ordine burocratico e amministrativo. Pertanto chiunque non riesca a scaricare il green pass porti sempre con sé i documenti di identità, la tessera sanitaria, anche temporanea, e il certificato di avvenuta vaccinazione rilasciato al momento dell'inoculazione".

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