Coronavirus

Green pass, Regioni vs Governo?

Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha convocato il Consiglio dei ministri e parlerà in conferenza

Green pass obbligatorio sì, no ed eventualmente dove e quando e i parametri per cambiare colore a seconda della zona. Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha convocato il Consiglio dei ministri per il pomeriggio di giovedì e successivamente terrà una conferenza stampa presso la Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio (interverranno i ministri Roberto Speranza e Marta Cartabia). 

Le Regioni (convocate dal Governo) chiedono che i parametri per decretare il passaggio dalla zona bianca a gialla, con tutte le limitazioni del caso, prevedano il 30% dei posti letto occupati negli ospedali e il 20% nelle terapie intensive. Ma soprattutto chiedono che in zona bianca il green pass si applichi solo ai grandi eventi sportivi e di spettacolo, discoteche, fiere e congressi. In sintesi, ricorrere al certificato verde per permettere la ripresa di attività fino ad oggi non consentite.

Ma il governo - con il premier Mario Draghi in testa ed eccezione fatta per la Lega - esige di più per fermare la corsa del virus, che complice la variante Delta è tornato a far paura. Distinguendo le attività su tre livelli: i servizi essenziali che non richiedono green pass, quelli che ne prevedono una versione 'light' - dunque una sola dose con una data già fissata e ravvicinata per la seconda - e infine l'elenco delle attività per cui il certificato verde dovrà attestare la vaccinazione completa.

La distanza con le Regioni è tangibile, difficile da accorciare. Per bar e ristoranti, ad esempio, il governo vuole introdurre il green pass, anche se solo per i tavoli all'interno e pur con una sola dose, lasciando comunque libere le consumazioni al bancone o all'esterno del locale. E questo anche in zona bianca: una presa di posizione che fa storcere il naso al fronte dei governatori.

Le tappe del green pass

E poi ci sono le tappe, da qui a settembre, che il governo intende indicare per rendere più stringente l'uso del certificato verde, complice il rientro a scuola nonché il ritorno dalle vacanze agostane. E che nelle ultime ore non avrebbe escluso, assicurano fonti di governo, l'obbligo di certificato verde sui mezzi pubblici a partire da metà settembre. L'ennesimo nodo difficile da sbrogliare, su cui il confronto, in queste ore, è andato avanti serrato tanto da portare a un rinvio come sulla scuola: la decisione su bus e metro dovrebbe essere presa più avanti e non in questo decreto.

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