Coronavirus

Cosa sta succedendo in Lombardia con immunità di gregge e terza dose

La Lombardia vicina all'immunità e pronta a partire con la terza dose

La Lombardia non vuole più fermarsi. E non vuole più chiudere. Dopo i problemi iniziali, e qualche carenza organizzativa, la regione ha cominciato a correre con la campagna vaccinale e ha intenzione di andare avanti, anche per evitare nuovi lockdown e nuove restrizioni. 

Martedì dal governatore Attilio Fontana è arrivato un annuncio fondamentale: "Oggi - ha detto - abbiamo raggiunto l'80% della popolazione lombarda vaccinata con ciclo completo. Un traguardo importante che ci fa sentire più tranquilli, considerato che per la maggior parte delle infezioni sopra tale soglia si comincia a parlare di immunità di gregge". Milano e gli altri capoluoghi hanno quindi centrato il primo obiettivo - come primi in Italia -, ma non è ancora il momento di fermarsi: "Credo che, se chi ancora non ha aderito si convincerà, le problematiche legate al covid si ridurranno in maniera sostanziale e, mi auguro, definitiva", l'auspicio del presidente regionale, sempre impegnato nel cercare di convincere gli indecisi.

E all'orizzonte c'è già una nuova sfida: la terza dose del vaccino covid. L'ufficialità è arrivata lunedì nel corso di una riunione alla quale hanno partecipato il ministro della salute Roberto Speranza e il commissario straordinario all'emergenza sanitaria Francesco Paolo Figliuolo. Al centro dell'incontro, dopo il parere favorevole espresso dalla commissione tecnico scientifica dell'Aifa e dal comitato tecnico scientifico del governo, c'è stata proprio la somministrazione di dosi "booster" alle categorie maggiormente esposte. 

La Lombardia sembra pronta: "Le disposizioni che ci sono arrivate dalla struttura commissariale e dal ministero della Salute ci dicono che da lunedì 20 settembre si partirà con la terza dose, iniziando da alcune categorie esposte maggiormente al rischio. Il nostro piano per questa nuova fase è già stato approvato dal governo, già dalla fine di giugno, quindi siamo pronti", ha garantito Fontana. 

Si partirà con i "soggetti maggiormente esposti o a maggior rischio di malattia grave", quindi: i "pazienti trapiantati di organo solido e di cellule staminali ematopoietiche" e poi si proseguirà "con le altre categorie di pazienti immunocompromessi, come i pazienti in chemioterapia". 

"In attesa della puntuale definizione della popolazione target da parte del Ministero della Salute, l'Unità di Crisi di Regione Lombardia ha già definito le attività e le priorità per l'elaborazione del piano operativo per la somministrazione di dosi addizionali e dosi booster. Tale piano, dopo la condivisione con le Ats, le Asst e le rappresentanze dei medici di medicina generale, dei pediatri di libera scelta, delle farmacie - ha annunciato il presidente regionale - sarà presentato ufficialmente la prossima settimana". 

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