Lunedì, 15 Luglio 2024
Coronavirus

Indagine prima ondata di covid: indagati (anche) Conte, Fontana e Gallera

Devono rispondere, a vario titolo, dei reati di epidemia colposa aggravata, omicidio colposo plurimo, rifiuto di atti di ufficio.

La procura di Bergamo ha chiuso l'indagine sul Covid: tra gli indagati l'allora presidente del Consiglio Giuseppe Conte, l'ex ministro della Salute Roberto Speranza, il governatore lombardo Attilio Fontana e l'ex assessore al Welfare Giulio Gallera. Tra gli altri indagati, 17 in tutto, anche alcuni dirigenti chiave del ministero della Salute, il presidente dell'Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro, il presidente del Consiglio superiore di Sanità Franco Locatelli, il coordinatore del primo Comitato tecnico scientifico Agostino Miozzo e allora capo della Protezione civile Angelo Borrelli.

La guardia di finanza ha avviato le notifiche per i reati di epidemia colposa aggravata e omicidio colposo plurimo. Per l'ex premier Conte e l'ex ministro Speranza si prepara la trasmissione degli atti al Tribunale dei ministri.

"Anticipo subito la mia massima disponibilità e collaborazione con la magistratura" si legge in una nota del presidente M5S Giuseppe Conte. "Sono tranquillo di fronte al Paese e ai cittadini italiani per aver operato con il massimo impegno e con pieno senso di responsabilità, durante uno dei momenti più duri vissuti dalla nostra Repubblica".

Tre, in sostanza, i filoni dell'indagine della procura guidata da Antonio Chiappani: la repentina chiusura e riapertura dell'ospedale di Alzano, la mancata 'zona rossa' in Val Seriana e l'assenza di piano pandemico aggiornato per contrastare il rischio pandemia lanciato dall'Organizzazione mondiale della sanità.

Tra fine febbraio e l'aprile 2020, nella Bergamasca l'eccesso di mortalità fu di 6.200 persone rispetto alla media dello stesso periodo degli anni precedenti, tanto che nella relazione per l'apertura dell'anno giudiziario il procuratore Chiappani disse che l'inchiesta aveva "accertato gravi omissioni da parte delle autorità sanitarie, nella valutazione dei rischi epidemici e nella gestione della prima fase della pandemia".

Secondo l'accusa la diffusione dell'epidemia di Sars-Cov-2 fu sottovalutata nonostante i dati a disposizione indicassero che la situazione a Bergamo stava precipitando, in particolare in Val Seriana. La mancata chiusura è uno dei fronti principali dell'inchiesta della procura di Bergamo per epidemia colposa.

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