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Milano, insulti a Liliana Segre sui social dopo il vaccino, il Pd: "Intolleranza e ignoranza"

"Una violenza di fronte alla quale non si può restare indifferenti, ma che va combattuta"

I leoni da tastiera sono peggiori dei virus, attaccano e insultano sui social nascosti dietro l'anonimato (non sempre) di un avatar o di un profilo falso. Stavolta - purtroppo non la prima - è toccato ancora a Liliana Segre, la senatrice a vita che ha vissuto il dramma dell'olocausto in prima persona. Segre, 'testimonial' della Regione Lombardia nella campagna che dava inizio ai vaccini 'di massa' per gli over 80, è stata presa di mira sotto alcuni post che la ritraevano durante la vaccinazione.

"Parole inaudite, ignobili e irripetibili - afferma la segretaria metropolitana del Pd Silvia Roggiani, riferendosi ai commenti presenti sotto un post Facebook che ritrae la senatrice a vita Liliana Segre appena vaccinata contro il covid-19. Un segnale allarmante dell'intolleranza e dell'ignoranza che purtroppo serpeggia sui social".

"Una violenza di fronte alla quale non si può restare indifferenti, ma che va combattuta con ogni strumento possibile. Da parte nostra continueremo a vigilare e farci promotori, nella vita reale come quella virtuale, del rispetto dei valori umani e dei principi democratici. Tutta la nostra solidarietà - conclude Roggiani - alla senatrice Segre che, ancora una volta, diventa bersaglio di vigliacchi che offendono la Memoria del nostro Paese".  

Le parole di Liliana Segre

"Mi sembra una grande opportunità - ha evidenziato la senatrice - a cui tutti dobbiamo rispondere, grati che si possa fare, perché in certi Stati non è stato possibile fare questo, e andare con fiducia a questo incontro, perché sarà veramente l'unico modo che ognuno di noi ha per combattere questo nemico".

Nel raccomandare a tutti di vaccinarsi e aderire alla campagna della Regione, Liliana Segre, che ha definito 'eroico' il corpo sanitario impegnato nella lotta alla covid, ha così concluso: "Penso che chi si rifiuti di fare il vaccino sia purtroppo pauroso o non abbastanza informato. Quindi da nonna novantenne dico ai miei 'fratelli' e alle mie 'sorelle', che arrivano a questa età, di non avere paura e di fare il vaccino".

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