"Ero in ospedale: studiavo, indossavo la mascherina, ma sono una guerriera e ho vinto"

La storia di Anna Maria, che due anni fa era in ospedale e ora festeggia la sua laurea

Non si è arresa. Non ha mollato neanche quando la strada sembrava più in salita che mai. Non si è fermata neanche davanti agli imprevisti, tanti, che la vita le ha messo davanti. E martedì ha finalmente potuto festeggiare nonostante l'ennesimo imprevisto, questa volta chiamato Coronavirus

Lei è Anna Maria, una giovane ragazza di Como, che nelle scorse ore si è laureata all'università Bicocca di Milano e che ha voluto raccontare sui social la sua esperienza per dare un esempio a tutti. 

"31/03/2020. Vorrei che questa giornata non finisse mai perché ho capito che tutte le fatiche e tutti gli sforzi che ho fatto ne sono valsi la pena", scrive la ragazza nel post, poi ripreso anche dalla pagina ufficiale dell'ateneo. 

"Ero in ospedale, ma avevo l'esame"

"Mi sono ricordata di una circostanza abbastanza particolare e oserei dire critica. Mi trovavo ricoverata da qualche settimana in ospedale durante una calda estate e pregavo di uscire dall'ospedale per il 15 luglio perché quel giorno avrei avuto un esame in università e non potevo mancare. In ospedale mi facevo mettere l'ago cannula per ricevere i farmaci nel braccio sinistro così con il destro potevo tranquillamente scrivere e studiare - racconta la neo dottoressa -. Così il 12 luglio fui dimessa ed ero felice perché avrei avuto due giornate intere a casa per studiare. Infatti il 15 luglio diedi quell'esame".

"L'esame lo feci alla cattedra con i professori per evitare le folle in aula e indossavo la mascherina perché avevo un sistema immunitario fragile. Si esatto la mascherina, quello strumento che è tanto in voga oggi - dice con un filo di ironia Anna Maria -. Ecco, io l'ho indossata quasi tutti i giorni per 25 anni della mia vita perché avevo una malattia genetica rara senza diagnosi e in sostanza nel mio caso significava anche il fatto che questa patologia andasse a compromettere il sistema immunitario sempre di più. Nonostante questa situazione difficile da gestire sia da parte mia e della mia famiglia, sia da parte dei miei medici e ricercatori - perché a volte era imprevedibile anche a loro - io insieme a loro non mi sono mai arresa".

"Oggi sono stata ripagata"

"E oggi sono stata ripagata di tutte le fatiche, di tutti gli sforzi che ho dovuto fare - esulta la neo dottoressa -. Il periodo universitario coincide con il punto più basso della mia vita, dove “ho toccato il fondo e pure scavato”, ma non mi sono mai arresa, ho affrontato tutto a testa alta".

"Ho avuto paura tanta, ma non mi sono fatta prendere dallo sconforto. Due anni fa mi è stata data una seconda possibilità ossia ho ricevuto un’altra vita e quello che volevo non era ricominciare a vivere da dove mi ero fermata, ma ricominciare completamente da capo con la consapevolezza che bisogna apprezzare le piccole cose perché sono le più importanti e soprattutto con la consapevolezza che assolutamente nulla è scontato. In tutta la mia vita nulla è stato scontato: puntualmente arrivava un imprevisto che cambiava le carte in tavola. Il mio traguardo lo voglio dedicare a tutti i miei compagni di università perché mi sono sempre stati molto vicini e mi hanno aiutato tantissimo e se non ci fossero stati loro penso che non ce l avrei fatta".

"Io sono una guerriera, questa vita sarà un capolavoro"

"In particolare lo voglio dedicare a tutti i miei compagni che non vedo da anni e coi quali anni fa ci eravamo promessi di ritrovarci il giorno della mia laurea, ma c’è stato un imprevisto. Sono abituata agli imprevisti si potrebbe tranquillamente pensare, ma avevo iniziato da pochi mesi a vivere senza la paura di un raffreddore o di una puntura di una mosca e soprattutto senza imprevisti che sono sempre stati una costante nella mia vita", racconta. 

"Ho pianto un pomeriggio e una sera interi perché questo avrebbe voluto dire che loro non sarebbero stati con me a celebrare quel giorno importante - ammette -. Anche loro erano giù di morale ma si sono dimostrati subito pronti a farmi sentire meglio. Avrebbe voluto dire che un ennesimo imprevisto della mia vita mi avrebbe impedito di poterli rivedere. Avrebbe voluto dire che il passato è tornato a bussare alle porte per ricordarmi chi sono: io sono una guerriera e farò di questa seconda vita un capolavoro".

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"Auguro alla bambina che sono stata di far pace col suo passato. Auguro alle mie ferite di rimarginarsi e ai miei sogni di seguitare a volare alti. Auguro alla donna che sono diventata di non arrendersi e di seguitare a credere nell'amore, di rialzarsi dopo ogni caduta e di non aver più paura di non essere abbastanza", conclude. 

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