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Lockdown nel weekend e zona rossa automatica: il confronto tra Governo e Regioni

La ministra Maria Stella Gelmini ha convocato la Conferenza Unificata Stato-Regioni

Nuove misure anti coronavirus in arrivo: il primo Dpcm firmato Mario Draghi ed entrato in funzione il 6 marzo dovrebbe essere "scavalcato" da un nuovo provvedimento. La decisione sul da farsi, però, stando a quanto emerso dall'incontro di mercoledì a Palazzo Chigi tra il capo dell'Esecutivo e il Comitato tecnico scientifico arriverà venerdì, dopo la riunione del Consiglio dei ministri. 

Intanto, giovedì 11 marzo, ci sarà un confronto che sarà propedeutico alla decisione governativa. Alle 14.30, la ministra Maria Stella Gelmini ha infatti convocato la Conferenza Unificata Stato-Regioni, in cui è prevista un’informativa del Ministro della Salute sul Piano vaccini e sulle misure per fronteggiare l’emergenza. Anche il parere delle Regioni, poi, sarà alla base delle scelte di venerdì.

Allo stato dell'opera non c'è quindi alcuna certezza sulle misure che si metteranno in atto per contenere il virus. Le ipotesi circolate, e corroborate dalle richieste del Comitato tecnico scientifico sono quella di inasprire le regole di circolazione nella zona gialla, fare lockdown generale durante i weekend, come avveniva durante il periodo natalizio, il passaggio automatico in zona rossa per tutti quei territori dove i casi settimanali superino i 250 ogni 100.000 abitanti (zona rossa "automatica").

Nuove misure anti covid, le richieste degli esperti

  • rafforzare le misure per le zone gialle;
     
  • istituire zone rosse locali con misure più stringenti (sul modello Codogno);
     
  • imporre chiusure nei weekend (fine settimane zona rossa come a Natale);
     
  • ridurre l'incidenza per ristabilire il tracciamento dei contatti;
     
  • velocizzare la trasmissione dei dati per evitare di fare valutazioni su dati vecchi;
     
  • estendere la campagna vaccinale a più soggetti possibili e nei tempi più brevi possibile;
     
  • no ad un lockdown nazionale, sì al mantenimento dell'Italia a colori (con misure rinforzate).

Zona rossa, la situazione a Milano e in Lombardia

Da questo punto di vista, qualunque sia la decisione del Consiglio dei Ministri, il quadro epidemiologico a Milano e in Lombardia non è positivo e la Regione rischia seriamente di tornare zona rossa. La "condanna" nei dati dell'ultimo documento di Ats città metropolitana di Milano, pubblicato martedì 9 marzo.

L'"Rt giornaliero per data di tampone, media su 7 giorni" è 1,28, che sale a 1,31 se calcolato su una media di 14 giorni. L'"Rt giornaliero per data di ricovero, media su 7 giorni" è 1.27, mentre è 1.23 se la media viene allargata ai 14 giorni. Ricordiamo che la soglia d'allarme stabilita per il passaggio in zona rossa è 1.25. 

Analizzando con il metodo dei 250 contagi per 100mila abitanti, la situazione non migliora, stando report di Ats. Anche in quel caso il passaggio in zona rossa, qualora si modificasse l'attuale regola, sarebbe "automatico".

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