Coronavirus, la decisione del governo: "Chiudiamo attività non essenziali, tra 15 giorni gli effetti"

Su pressione dei governatori, il premier decide di stoppare tutte le attività "non necessarie". "E grazie agli italiani, presto torneremo ad abbracciarci", spiega

Conte nel messaggio alla nazione

Alla fine la decisione attesa del governo è arrivata: si chiude tutto ciò che non è essenziale. Fino al 25 marzo 2020. Come per l'iniziale zona rossa del lodigiano, tutte le attività "non necessarie" avranno le serrande abbassate nei prossimi giorni. Non solo in Lombardia come si pensava in un primo momento; in tutt'Italia. Il rischio che la crisi sanitaria, infatti, dal Nord si espanda anche al Sud è troppo elevato. È la scelta più estrema per limitare il contagio da Covid-19 coronavirus, dichiarato nelle scorse ore "pandemia" dall'Organizzazione mondiale della sanità. 

Tutti i negozi che possono restare aperti

Il premier Giuseppe Conte ha parlato alla nazione con un messaggio nella sera di mercoledì 11 marzo 2020. Dopo aver lodato lo spirito di sacrificio degli italiani, ha sottolineato come misure drastiche abbiano bisogno di tempo per essere metabolizzate, e che quindi si è cercato di prendere queste decisioni "senza far precipitare il paese nel baratro". 

Di giorno, dunque, non potranno più rimanere aperti bar e ristoranti, anche se in tanti, già in autonomia, avevano chiuso, soprattutto a Milano e in Lombardia. Saracinesce giù in tutte quelle attività non di carattere primario: estetiste, parrucchieri, pub, sale giochi, eccetera. I ristoranti potranno fare consegne a domicilio. 

"Nessuna corsa al supermercato: non mancheranno gli approvvigionamenti"

"Non dovrà esserci nessuna corsa ai supermercati", ha ribadito Conte: la filiera per la produzione alimentare e l'approvvigionamento della Gdo, infatti, non subirà alcuno stop. Non verranno chiusi gli alimentari, la gente potrà continuare a fare la spesa senza alcuna difficoltà. Resteranno garantiti i servizi pubblici e di pubblica utilità - poste, assicurazioni - e i trasporti, e anche le attività del settore agricolo e zootecnico; aperte tabaccherie ed edicole. 

Alle aziende è chiesto di privilegiare al massimo il lavoro da remoto ove possibile, e dare la possibilità di smaltire le ferie arretrate ai dipendenti, mentre non sono previsti arresti alle produzioni manifatturiere. "L'effetto di queste misure - ha detto il primo ministro - non lo vedremo domani, quindi non spaventiamoci se continueremo a vedere salire i numeri dei contagi; l'effetto sarà visibile tra due settimane". "Grazie agli italiani - è stato l'augurio di Conte - torneremo ad abbracciarci". 

Il super commissario è Domenico Arcuri: la sua carriera

Verrà inoltre nominato un commissario delegato dal governo che si occuperà del reperimento, acquisto e della distribuzione dei presidi clinici al sistema sanitario nazionale durante l'emergenza: la persona scelta è Domenico Arcuri (Invitalia).

57 anni, calabrese, laureato in Economia e Commercio alla Luiss nel 1986, ha lavorato all'IRI dal 1986 nella direzione pianificazione e controllo dove si è occupato delle aziende del gruppo posizionate nei settori delle telecomunicazioni, dell'informatica e della radiotelevisione, poi dal 1991 in Pars, joint venture tra Arthur Andersen e GEC nel settore della consulenza ad alto contenuto tecnologico, dove nel 1994 è diventato Amministratore Delegato. Nel 2001 è diventato il partner responsabile italiano "Telco, Media e technology" di Arthur Andersen, poi acquisita da Deloitte. Dal 2002 al 2007 partner in Deloitte, dove dal 2004 è stato Amministratore Delegato di Deloitte Consulting. Dal 2007 numero 1 di Invitalia (già Sviluppo Italia), l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa.

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