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Covid, Lombardia verso entrata in 'zona arancione' da venerdì: cosa cambia

A fine novembre la regione dovrebbe passare dalla fascia considerata a rischio epidemico più alto a quella di rischio intermedio

La Lombardia non più in zona rossa, quella considerata a più alto rischio epidemico, ma in zona arancione, ovvero a rischio intermedio. Dovrebbe succedere venerdì 27 novembre, data che segna la scadenza delle due settimane con parametri stabili richieste alle regioni per poter essere 'promosse' a un'area di diverso colore. Da fine novembre quindi anche a Milano è possibile un allentamento delle norme e dei divieti anti contagio.

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Cosa cambia tra zona rossa e zone arancione (le faq)

Spostamenti

Il cambiamento più grande per i lombardi, se la regione dovesse 'diventare arancione', consiste nel venire meno del divieto di spostamento all'interno del proprio comune. Da venerdì, quindi, dovrebbe essere possibile spostarsi liberamente e senza autocertificazione sempre nei confini del comune dove si vive e rispettando il coprifuoco, che per le zone arancioni rimane valido dalle 22 alle 5.

Anche nelle zone arancioni è invece vietato spostarsi al di fuori del proprio comune e della propria regione salvo che per comprovate necessità e motivi di lavoro, studio e salute. Rimane consentito, analogamente a quanto accade nelle rosse, andare ad assistere un parente o un amico non autosufficienti senza limiti di orario. Così come è consentito uscire per "raggiungere i figli minorenni presso l’altro genitore o comunque presso l’affidatario, oppure per condurli presso di sé, sono consentiti anche tra Comuni di aree differenti".

Tutti questi spostamenti - si legge nelle Faq del Ministero - dovranno in ogni caso avvenire scegliendo il tragitto più breve e nel rispetto di tutte le prescrizioni di tipo sanitario". È consentito anche se "fortemente sconsigliato" anche spostarsi per accompagnare i propri figli dai nonni.

Negozi, ristoranti e centri commerciali

Rimangono invece chiusi al pubblico, anche nel caso di passaggio a zona arancione, bar pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie (ad esclusione delle mense e del catering) che possono continuare a effettuare esclusivamente servizi d'asporto (fino alle 22) e a domicilio. Permane, di conseguenza, anche il divieto di consumare cibo e bevande nella adiacenze dei locali.

A poter aprire in area arancione sono invece i negozi di tutti i tipi (non più soltanto quelli alimentari), compresi quelli di estetica, e i centri commerciali (che però rimangono chiusi nei giorni festivi e prefestivi).

Scuole

Non ci sarebbero cambiamenti per gli istituti superiori e professionali: anche in area arancione è prevista la didattica a distanza al 100%, già applicata in Lombardia sin dal 26 ottobre dopo un'ordinanza regionale firmata dal presidente della Regione, Attilio Fontana. Rimango aperte, ovviamente, scuole elementari e dell'infanzia. Per quanto riguarda le medie, le lezioni dovrebbero tornare a essere in presenza anche per gli allievi di seconda e terza.

Trasporti, sport e cultura

Invariata con la 'promozione' a zona arancione la situazione dei trasporti pubblici, sui quali permane il limite di capienza del 50%. Stessa cosa per l'ambito sportivo e culturale: rimangono chiusi teatri, cinema, piscine e palestre.

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