Venerdì, 14 Maggio 2021
Coronavirus

Lombardia zona gialla: cosa potrebbe riaprire dal 26 aprile

"La riapertura di bar e ristoranti sarà una boccata d'ossigeno per la filiera agroalimentare, che nel 2020 ha registrato perdite per circa 9,6 miliardi", ha detto l'assessore regionale lombardo all'Agricoltura Rolfi

Nonostante la situazione negli ospedali a Milano e in regione permanga critica, la Lombardia dal 26 aprile potrebbe tornare in zona gialla. Con molte aperture. "La riapertura di bar e ristoranti sarà una boccata d'ossigeno per la filiera agroalimentare, che nel 2020 ha registrato perdite per circa 9,6 miliardi di euro in tutta Italia. La Lombardia è la prima regione agricola d'Italia e anche la prima per numero di bar, ristoranti e pizzerie", ha detto l'assessore regionale lombardo all'Agricoltura Alimentazione e Sistemi verdi, Fabio Rolfi.

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"Serve - ha aggiunto l'assessore - rimettere in moto una delle locomotive della nostra economia". "In Lombardia - ha concluso l'assessore Rolfi ricordando i numeri dell'agroalimentare lombardo - abbiamo 44.688 aziende agricole, un valore della produzione agricola di 7,7 miliardi di euro su 57 miliardi totali a livello nazionale, e un valore della trasformazione da 3,6 miliardi di euro sui 31 italiani".

Cosa riapre in zona gialla

La "zona gialla rafforzata" dal 26 aprile sarebbe stata dunque il frutto di un compromesso tra le forze di governo, come ha sottolineato il premier Mario Draghi in conferenza venerdì. In sostanza il piano prevede:

  • Il ritorno delle zone gialle dal 26 aprile;
  • La riapertura dei ristoranti, anche di sera, ma solo all’aperto dal 26 aprile;
  • Sempre dal 26 aprile la riapertura di teatri, cinema e spettacoli anche in questo caso solo se in spazi esterni. Al chiuso dovrebbero invece essere consentiti ma con limiti di capienza;
  • Dal 26 aprile via libera alle lezioni in presenza per gli alunni delle scuole medie e superiori in zona gialla e arancione. Nelle zone rosse ci saranno modalità per suddividere tra didattica in presenza e didattica a distanza;
  • Ci sarà l'ok agli spostamenti tra le regioni in zona gialla e con un 'pass' anche tra le regioni di colore diverso (non è stata però indicata una data precisa); 
  • Il coprifuoco dalle 5 alle 22 resterà in vigore anche dopo il 26 aprile;

La roadmap dovrebbe inoltre contemplare:

  • Dal 15 maggio la riapertura delle piscine all’aperto e degli stabilimenti balneari;
  • Dal 1° giugno la riapertura di alcune "attività connesse alle palestre";
  • Dal 1° giugno riapriranno anche i ristoranti con tavoli al chiuso, ma solo a pranzo;
  • Dal 1° di luglio ci sarà una prima ripresa dell’attività fieristica;
  • 1° luglio: apertura di stabilimenti termali e parchi tematici;

"Dal 26 aprile tornano le zone gialle": cosa ha detto Speranza in conferenza stampa

"Oggi possiamo disegnare con cautela un percorso graduale che dia un segnale di ripresa al paese, già dal 26 aprile" ha detto in conferenza stampa il ministro della Salute Roberto Speranza illustrando il piano sulle riaperture. "Un messaggio di fiducia" da vivere però "con la massima cautela e attenzione" perché con le aperture "è ancora piu' importante ricordare le norme fondamentali di prudenza". La "prima data chiave" ha detto in conferenza stampa il ministro, è "quella del 26 aprile con il ripristino delle zone gialle", ma "con una differenza importante che riguarda la necessità di investire sul fronte degli spazi aperti".

Quello che ha in mente l'esecutivo è un percorso con delle tappe ben precise. "C'è una road map che ci accompagnerà e che monitoreremo passo passo" ha argomentato Speranza. Qualche esempio: "L'idea che abbiamo è che dal 15 di maggio possano riaprire le piscine all'aperto, che dal primo di giugno si possano attivare alcune attività connesse alle palestre. Ancora, dal primo di luglio possiamo immaginare attività di natura fieristica. Ci sono fiere particolarmente importanti che ospitiamo nel nostro Paese e già alcune si svolgeranno nel mese di luglio, c'è stata una riunione nei giorni scorsi con i ministri Di Maio, Giorgetti e Garavaglia. C'è un percorso che mettiamo in campo e che ci permette di gestire una fase di transizione. Non sarebbe corretto indicare un giorno in cui scompare ogni misura nel nostro Paese".

L'Italia riapre, ma "il sistema a colori resta"

Un piano, quello presentato oggi dall'esecutivo, che sancisce un cambio di passo nella strategia di contenimento della pandemia. "Ci sono stati due fattori fondamentali che ci hanno consentito di vedere una piegatura la curva epidemiologica" ha spiegato il ministro della Salute. "Le misure che hanno prodotto dei risultati e i vaccini. Abbiamo un indice Rt a 0.85 e per la previsione per prossima settimana è sotto 0.8. L'incidenza è a 182 casi su 100mila abitanti e la stragrande maggioranza delle Regioni va verso miglioramenti epidemiologici. Siamo in condizioni di dare un segnale di ripresa al Paese". 

"Noi stiamo allargando a un'ipotesi di zona gialla - ha evidenziato Speranza -, quindi c'è una profonda differenza con l'impianto di prima e diamo un segnale che va nella direzione giusta", ma comunque, "resta vigente il modello per zone e fasce" il sistema dei colori, "un modello prudenziale che sarà capace di leggere eventuali situazioni che dovessero verificarsi nei territori".

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