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Covid, in arrivo altri divieti fino al 15 gennaio

Tra le ipotesi del governo, anche la creazione di una "zona gialla rafforzata" da più restrizioni. Ma la scuola ripartirà il 7

Rt in crescita (sarebbe a 0,99 a livello nazionale il 3 gennaio) e probabile zona gialla "rafforzata" dal 7 gennaio, con alcune Regioni direttamente in zona arancione. Oppure il prolungamento delle misure natalizie fino a metà gennaio. Sono i due orientamenti alternativi del governo in vista della fine del periodo di Natale. Martedì 5 se ne saprà di più. Nel caso in cui si riprenda il sistema dei colori divisi per Regione, la Lombardia è tra quelle "In bilico" tra zona gialla e arancione, visti i dati epidemiologici e il loro andamento, insieme a Puglia e Basilicata, mentre Veneto, Liguria e Calabria, con Rt superiore a 1, sarebbero le maggiori candidate al colore arancione.

Intanto i tecnici del ministero e dell’Istituto superiore di Sanità stanno anche lavorando a qualche aggiustamento dei 21 parametri e delle soglie fissate nel documento di ottobre ("Prevenzione e risposta a Covid-19: evoluzione della strategia e pianificazione nella fase di transizione per il periodo autunno-invernale") per rendere possibili misure restrittive anche quando Rt supera 1 di poco e per periodi brevi, ma con un’alta incidenza di nuovi casi. Un'operazione che, però, richiede tempo.

La zona gialla "rafforzata": le misure possibili

Se comunque la Lombardia venisse "salvata" dalla zona arancione, non significa che si ritornerebbe alla zona gialla come la conoscevamo prima delle vacanze natalizie. Come detto, l'intenzione del governo sarebbe quella di porre comunque regole più strette anche per le Regioni in giallo. Allo studio, ad esempio, una zona rossa valida solo per i weekend, per un mese. In altri termini, fino a inizio febbraio anche in zona gialla potrebbe essere imposta la chiusura, il sabato e la domenica, di bar, negozi e ristoranti, nonché bloccata la mobilità tra i Comuni salvo che per necessità, lavoro o salute. Questo sforzo potrebbe essere motivato anche dalla lentezza con cui alcune Regioni (tra cui la Lombardia) stanno mettendo in moto la "macchina" dei vaccini anti Covid.

Un'altra ipotesi in campo è quella di bloccare la mobilità tra Regioni gialle, diversamente da quanto accadeva a dicembre. O ancora il governo potrebbe decidere altri correttivi alla zona gialla, come il divieto di mobilità intercomunale ancora per qualche giorno.

L'alternativa: prolungare i giorni rossi e arancioni

L'alternativa a questo schema è il prolungamento dei giorni rossi e arancioni in tutta Italia fino al 15 gennaio. Varrebbe per tutto il Paese ed eviterebbe di scegliere in fretta se assegnare il colore arancione o giallo a una particolare Regione. Le restrizioni che abbiamo conosciuto tra Natale ed Epifania proseguirebbero dunque, in questo caso, fino a metà mese. Il governo pare invece nettamente orientato a riaprire le scuole il 7 gennaio, nonostante alcune Regioni abbiano esplicitamente chiesto di rinviare la data.

Come si vede, è una situazione in continuo divenire. Le "anticipazioni" possono creare confusione ma al governo servono anche per capire l'impatto sulla popolazione in anticipo. Intanto, su pressione delle Regioni alpine e dell'Abruzzo, è già stato stabilito che gli impianti di risalita per praticare lo sci non riapriranno prima del 18 gennaio. Se però sarà proprio quello il giorno della riapertura è presto per stabilirlo.

La necessità degli operatori di conoscere per tempo una data certa, per prepararsi, si "scontra" infatti con la necessità di considerare l'evoluzione epidemiologica in tempo quasi reale. La cosa vale, o varrebbe, anche per i teatri e il mondo dello spettacolo, ma in questo caso, purtroppo, nessuno parla di possibili riaperture in tempi brevi.

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