Coronavirus, manifestazioni contro lockdown e coprifuoco a Milano: si teme per le proteste

Una prima manifestazione si è svolta sotto la Regione. La polizia segue con attenzione

Le proteste di lunedì (Foto C.R.G)

"Milano non morirà un Dpcm alla volta", recitava così uno striscione esposto dai manifestanti davanti alla sede della Regione Lombardia nel primo pomeriggio di sabato 31 ottobre. Altra protesta contro le misure messe in atto da Governo e Regione per cercare di contenere l'avanzare dell'onda del coronavirus. A quanto pare a manifestare, stavolta, erano le partite iva e gli autonomi. 

I manifestanti hanno urlato slogan contro il Governo del primo ministro Giuseppe Conte e contro il lockdown e la crisi - quindi la fame - che questo porterebbe con sé. Hanno anche intonato l'inno di Mameli mentre sventolavano in alto le bandiere tricolore.

Milano, le proteste contro il lockdown

La giornata di sabato 31 ottobre, decisiva per comprendere se il Governo deciderà di stringere ulteriormente le misure anti covid - 19, a Milano, si annuncia 'caldissima'. Oltre alla protesta pacifica del mondo delle associazioni sportive, che si è tenuta in mattinata davanti al Cimitero Monumentale, e alla protesta davanti alla Regione, ci dovrebbero essere altre manifestazioni. 

Si tratta di eventi non autorizzati e pubblicizzati dal tam tam sui social network, come quello che lunedì ha permesso a decine di manifestanti di radunarsi in piazzale Loreto per andare in corteo verso la sede della Regione in via Gioia. Rovesciando e incendiando cestini lungo corso Buenos Aires e lanciando molotov lungo il percorso. E anche oggetti contro una pattuglia della polizia locale

Manifestazioni a Milano, forze dell'ordine attente

Una manifestazione - quella di lunedì - dalla quale i commercianti si sono subito defilati e nella quale c'erano molti minorenni, e almeno una persona riconducibile ad ambienti anarchici. Secondo i dati diffusi dalla polizia il giorno dopo la 'battaglia' combattuta con lacrimogeni da una parte e fumogeni e petardi dall'altra.

La questura, che con la Digos e i Reparti mobili segue la vicenda, teme soprattutto che una situazione come quella si possa verificare ancora nella giornata di sabato 31 ottobre, come è accaduto nei giorni scorsi in varie città italiane. Per questo gli uomini e le donne delle forze dell'ordine sono in queste ore in attesa e pronti a intervenire per evitare che le proteste degenerino.

Maxi controlli della polizia nella serata di sabato: decine di blindati. Video

In foto le proteste di lunedì

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