Giovedì, 24 Giugno 2021
Coronavirus

Dal Politecnico di Milano la mappa dei luoghi a rischio nuove pandemie

È il risultato di una ricerca condotta da Maria Cristina Rulli del Politecnico, in collaborazione con Università della California a Berkeley, e Massey University in Nuova Zelanda

Politecnico di Milano (foto Wikicommons)

Mentre i dati su contagi e ricoveri delineano un quadro sempre più positivo che fa sperare in una fine quanto mai vicina della terza ondata, c'è già chi pensa alle prossime possibili pandemie, perché il tempo per prevenire è ora. Viene dal Politecnico di Milano la mappa che indica il luoghi della terra dove lo spillover (il passaggio di un virus da una specie animale all'altra) potrebbe avvenire. 

La trasmissione dei coronavirus dai pipistrelli all'uomo è più facile dove le foreste vengono distrutte per fare spazio agli allevamenti. A indicarlo la ricerca condotta da Maria Cristina Rulli del Politecnico di Milano, in collaborazione con Università della California a Berkeley, e Massey University in Nuova Zelanda, pubblicata su Nature Food, che ha individuato i luoghi più a rischio per eventuali futuri salti di specie per altri coronavirus.

"Il nostro lavoro - ha precisato all'Ansa Rulli - è stato quello di cercare gli hotspot, ossia i luoghi con le caratteristiche più a rischio, in cui si potrebbero verificare eventuali spillover, il cosiddetto salto di specie, di altri coronavirus tipici dei pipistrelli verso l'uomo". Sebbene non vi siano ancora certezze sulle origini del nuovo coronavirus, da decenni gli scenziati studiano il pericoloso passaggio dei virus, che in passato ha già causato numerose pandemie, evidenziando come questo avvenga più di frequente quando non ci sono più filtri tra animali selvatici e attività umane (situazione sempre più frequente vista l'incessante e progressiva distruzione degli habitat naturali).

I ricercatori hanno raccolto dati sulla distribuzione dei pipistrelli Rhinolophus, noti come 'ferro di cavallo' e molto diffusi in Asia e in parte anche in Europa, li hanno sovrapposti a dettagliate mappe delle attività umane, in particolare agricole e pastorizie, per poi identificare una serie di luoghi particolarmente a rischio spillover, da cui potrebbero potenzialmente iniziare future epidemie da coronavirus (come anche nel recente passato la Sars).

La ricerca ha messo in luce una serie di zone soprattutto in Cina, Indocina e Thailandia su cui sarà opportuno vigilare per evitare lo scoppio di altre pandemie. "Con questo tipo di dati sono possibili due azioni - ha continuato Rulli -. Da un lato guidare le autorità a un maggiore controllo dei punti pericolosi e introdurre politiche più sostenibili, con un migliore equilibrio tra le attività umane e le foreste, dall'altro agire per tempo nelle zone con un rischio ancora basso ma in cui i fattori di pericolo potrebbero presumibilmente aumentare". Per scongiurare un futuro ostaggio di altre, magari ancora più temibili, pandemie è necessario tutelare l'ambiente e la biodiversità e condurre ulteriori ricerche sulle condizioni in cui lo spillover è più probabile. 

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