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La maschera Easybreath modificata

La maschera Easybreath modificata

L'idea di un infermiere si trasforma in realtà: la maschera da sub diventa una mascherina ffp3

Un'azienda che si occupa di stampa 3d e ingegnierizzazione di prodotti ha creato un raccordo capace di accogliere filtri ffp3 della 3M. Ecco come funziona

L'idea è nata nelle corsie di un ospedale di Milano, ha preso forma (letteralmente) dopo un post pubblicato sui social e ora è realtà. Maschera da sub. Respiratore d'emergenza. E adesso anche "mascherina" riutilizzabile ffp3. In tempi di emergenza sono mille i modi in cui può essere utilizzata la maschera da snoerkeling Easybreath venduta da Decathlon. Ci ha pensato Andrea Ferrante, imprenditore di Parabiago che insieme al socio Stefano Girardi ha un'azienda che si occupa di stampa 3d e ingegnierizzazione di prodotti (Master Solution). Sono stati i due imprenditori a elaborare e realizzare concretamente l'idea di Giorgio Bazzano, infermiere che lavora in una clinica all'ombra della Madonnina.

"Non è un prodotto né omologato né certificato. È un prodotto che può funzionare per l'emergenza e protegge molto di più di quello che c'è adesso — ci ha spiegato Andrea —. Questo è quello che dicono gli anestesisti, operatori sanitari e chi è a contatto diretto con il nuovo coronavirus".

Da maschera da snorkeling a protezione ffp3: come avviene trasformazione

La maschera da sub non viene tagliata ma viene sostanzialmente modificata. Andrea e Stefano hanno creato un raccordo di plastica che si innesta al posto del boccaglio; raccordo che è in grado di accogliere due filtri 3M con capacità ffp3 e quindi in grado di filtrare l'aria e "fermare" il virus. Una volta sostituiti i filtri (la cui durata è certificata da chi li produce) la protezione si può riutilizzare.

E man mano che passano le ore Andrea e Stefano stanno cercando di rendere l'adattatore sempre più "aperto": in grado di accogliere filtri prodotti da altre case produttrici.

"L'idea è nata da Giorgio Bazzano, infermiere che lavora alla clinica Columbus di Milano — ha spiegato Andrea —. Avevo fatto un post su Facebook dicendo che la mia azienda era disponibile a stampare valvole 3d per la ventilazione e lui mi ha detto che aveva un'idea da sviluppare. Siamo partiti da lì e abbiamo creato questo raccordo. Siamo disponibili a stamparli in maniera gratuita per l'emergenza coronavirus per tutte le aziende sanitarie che ce lo chiedono".

Per il momento, però, l'idea sembra non aver attirato l'interesse di aziende sanitarie pubbliche: "Non abbiamo ricevuto alcuna chiamata mentre ci stanno tempestando di richieste diversi altre realtà interessate a questo prodotto, realtà che al momento utilizzano mascherine chirurgiche".

Per chiedere informazioni all'azienda basta rivolgersi a questo indirizzo email. 

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