Covid-19, mascherine prodotte dai detenuti nelle carceri di Milano

Due diverse iniziative, una del Ministero della Giustizia e una di Forza Italia Milano

Le carceri di Bollate, Opera e San Vittore produrranno mascherine, grazie a due diverse iniziative: una lanciata dal Ministero della Giustizia, un'altra "dal basso", grazie anche ad alcuni parlamentari milanesi. La prima iniziativa coinvolge i tre istituti penitenziari di Bollate, Rebibbia e Salerno e consentirà di produrre circa 400 mila mascherine al giorno destinate al personale delle carceri di tutta Italia.

Il progetto è stato messo a punto grazie a un accordo tra il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede e il commissaario per l'emergenza Covid-19 Domenico Arcuri. I detenuti coinvolti saranno circa 320 e utilizzeranno otto macchinari nelle tre sedi prescelte. «La produzione - scrive il Ministero della Giustizia in una nota - servirà a soddisfare prioritariamente il fabbisogno di dispositivi protettivi in dotazione al personale che opera negli istituti penitenziari su tutto il territorio nazionale, servirà ai detenuti e consentirà di mettere a disposizione della Protezione Civile l’abbondante parte residua per essere distribuita alle altre amministrazioni impegnate a fronteggiare l’emergenza sanitaria, prime fra tutte le strutture ospedaliere».

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La seconda iniziativa riguarda invece i detenuti di San Vittore e Opera e nasce da una raccolta fondi "ad hoc" avviata dalla deputata milanese di Forza Italia Cristina Rossello, insieme al collega Matteo Perego, già manager della moda, che ha individuato il fornitore del materiale. «In un momento di emergenza straordinaria la politica deve fare molto e parlare poco», spiega Perego. «La situazione nelle carceri è molto delicata: occorreva un gesto concreto per questa comunità, sconosciuta alla città, che vive momenti di disperazione», aggiunge Rossello.

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