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Coronavirus, via alle messe: dalla Lombardia 1 milione di mascherine per tutte le chiese

La Lombardia ha destinato un milione di mascherine alle 10 diocesi lombarde. I dettagli

Le chiese chiamano, la Lombardia risponde. Giovedì, infatti, il Pirellone ha consegnato un milione di mascherine chirurgiche alle diocesi lombarde, che dal prossimo lunedì 18 maggio potranno riprendere le messe dopo lo stop per l'emergenza Coronavirus

"La fornitura è finalizzata quale contributo al fine di facilitare il rispetto dell'accordo firmato nei giorni scorsi dal Presidente della Cei, cardinale Gualtiero Bassetti, e il Governo centrale, accordo che permetterà la ripresa delle messe in presenza dei fedeli in chiesa in tutto il territorio nazionale", hanno spiegato dalla regione, sottolineando di aver ricevuto proprio dalle diocesi lombarde una "motivata richiesta". Alle chiese meneghine ne sono state destinate 560mila. 

"L'ennesima risposta concreta - ha commentato il presidente Attilio Fontana - verso chi ci chiede sostegno per garantire sicurezza e tutela della salute. In vista della riapertura alle celebrazioni delle Messe rinnovo l'appello a tutti i fedeli ad attenersi alle regole vigenti". 

"Con questo gesto abbiamo voluto fornire un contributo per il rispetto a livello regionale del protocollo nazionale sottoscritto e che riguarderà centinaia di migliaia di fedeli lombardi che vorranno partecipare alla Santa Messa e alle altre funzioni religiose a partire dal 18 maggio, data in cui andrà in vigore il Protocollo tra Governo e la Cei", ha spiegato l'assessore regionale al Territorio e Protezione civile, Pietro Foroni . 

Le nuove regole per le messe

Il Duomo, luogo simbolo meneghino, ricomincerà con le funzioni lunedì. Per le messe aperte ai fedeli non è previsto il termoscanner ma vene raccomandato ai fedeli con sintomi influenzali di rimanere a casa. Non solo: non potrà entrare in chiesa chi ha più di 37,5 di temperatura o chi è stato a contatto con malati di coronavirus. Prevista anche la possibilità di celebrare la liturgia all’aperto, laddove gli spazi non siano adeguati al rispetto dei decreti. Si prevedono "dispense dal precetto festivo per motivi di età e di salute" ed è consigliabile la continuazione delle messe in streaming per gli ammalati e per gli anziani a rischio contagio.

È chiaramente previsto l'obbligo di indossare la mascherina per fedeli e celebranti. L'ingresso in chiesa dovrà essere contingentato - saranno i parroci a decretare il numero giusto - e il protocollo firmato prevede la possibilità di più celebrazioni. All'ingresso della chiesa ci saranno dei volontari "rigorosamente riconoscibili e muniti di tutte le precauzioni del caso, i quali verificheranno che accesso e uscita dall'edificio sacro siano diversi. Le acquasantiere saranno vuote e all'ingresso dovrà esserci del gel igienizzante per i fedeli, che dovranno in ogni caso mantenersi a distanza di sicurezza. Vietato inoltre lo scambio della pace".

E ancora: al momento della comunione, "il sacerdote - previa igienizzazione delle mani - dovrà consegnare l'ostia senza toccare le mani dei fedeli". Le confessioni, infine, dovranno avvenire con la mascherina indossata, tanto per il prete quanto per il fedele, "in luoghi ampi e areati che consentano il distanziamento e la riservatezza". Aboliti inoltre i sussidi e i libretti per i canti; anche le offerte seguiranno un iter diverso: non più con la raccolta durante la celebrazione, ma saranno raccolte in un apposito contenitore all'ingresso o in altro luogo adatto.
 

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