Coronavirus

Mascherine per 7 milioni mai consegnate: assolti fornitori, 'j'accuse' ad Aria Spa

Il gup Salvini proscioglie un imprenditore e ne assolve un'altra, e in sentenza critica il comportamento frettoloso della centrale acquisti di Regione Lombardia. Che si difende: "Agito per acquisire velocemente i beni necessari"

Prima accusava, ora deve difendersi. Aria Spa, la centrale acquisti di Regione Lombardia, finisce nel tritacarne per la vicenda della maxi fornitura di maschierine FFP2 risalente ai primi giorni dell'emergenza covid, a febbraio 2020, quando ne ordinò 2 milioni di pezzi per 7,2 milioni di euro, pagando in anticipo, senza che fossero consegnate. Il caso era finito in Tribunale e si è concluso ora con la sentenza del gup Guido Salvini che proscioglie un imprenditore e ne assolve un'altra, ma soprattutto sposta il focus dei comportamenti irrituali dagli imprenditori ad Aria.

Ma andiamo con ordine e ricostruiamo la vicenda, seguendo le precisazioni diffuse da Aria dopo la sentenza. La centrale acquisti della Regione Lombardia specifica di aver 'dovuto' versare in anticipo a Fitolux, il fornitore, l'intero importo di 7,2 milioni di euro: una condizione "richiesta dall'operatore economico per bloccare la merce", che altrimenti sarebbe stata "destinata ad altri clienti". Una cosa resa possibile da una deroga al codice dei contratti espressamente prevista dalla protezione civile con i provvedimenti d'emergenza di quei giorni. Per Aria, il 27 febbraio 2020 erano stati formalizzati ("con nota protocollo") gli elementi contrattuali, "compresi i termini della consegna" (il giorno dopo).

Termini che, però, non sarebbero stati rispettati dal fornitore: di qui, il 29 febbraio, la segnalazione di Aria alla procura di Milano che, il 4 marzo, ha disposto il sequestro dell'importo sul conto corrente del fornitore, ha mandato a processo l'amministratore della Fitolux e un'altra imprenditrice per la quale ha chiesto quasi due anni di reclusione. Il proscioglimento dell'uno e l'assoluzione dell'altra contengono però elementi fortemente critici nei confronti proprio di Aria, che, secondo la sentenza, avrebbe tra l'altro organizzato tutto al telefono, con la richiesta 'impossibile' di consegnare il giorno successivo, venerdì 28 febbraio, quando la Turchia impose una nuova tassa sull'export di mascherine. E quanto al bonifico dell'intera somma, al gup non risulta che questa fosse stata una condizione del fornitore. C'è di più. Per il gup, il comportamento di Aria, confuso e dettato dalla fretta, sarebbe stato dovuto all'esigenza di Regione Lombardia di vantarsi in conferenza stampa di aver recuperato molte mascherine ancora più velocemente della protezione civile nazionale. 

Aria parla di presa d'atto "che il giudice si è pronunciato per l'assoluzione dell'operatore economico sul versante penale" e aggiunge che "in un momento particolarmente difficile e caotico per il paese" ha agito allo scopo di "acquisire velocemente i beni necessari alla gestione dell’emergenza, tutelando nel contempo le risorse pubbliche", con la richiesta alla procura di sequestrare i 7,2 milioni già versati sul conto del fornitore. 

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Mascherine per 7 milioni mai consegnate: assolti fornitori, 'j'accuse' ad Aria Spa
MilanoToday è in caricamento