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Repertorio

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Prezzi delle mascherine aumentati fino a 1000%: "Sciacallaggio internazionale"

Lo ha denunciato l'assessore Caparini nel corso dell'odierna conferenza stampa sulla situazione sanitaria della Lombardia

Continua la lotta contro il coronavirus in Lombardia. E mentre medici, infermieri e operatori sanitari lavorano instancabilmente la sanità lombarda sta spendendo sempre di più per acquistare mascherine e disinfettanti indispensabili negli ospedali. Questo perché, come ha denunciato l'assessore al bilancio, finanza e semplificazione della Regione Davide Carlo Caparini: "È in corso una speculazione a livello internazionale sulla vendita di questi dispositivi".

"Le ditte che fornivano le mascherine - ha dichiarato l'assessore durante la conferenza stampa del 5 marzo - hanno sì aumentato la loro produzione ma non secondo quella che è la reale necessità del momento". Se normalmente i presidi medici e i nosocomi ricevevano circa 150mila mascherine all'anno, infatti, al momento la necessità è di averne altrettante in un solo giorno.

"I prezzi di questi dispositivi - ha continuato Caparini - sono stati aumentati fino al 1000%. Moltiplicati anche i prezzi dei disinfettanti, delle visiere e degli occhiali utilizzati negli ospedali dal personale sanitario. Si tratta di un vero e proprio sciacallagio da parte di trader e società. Stiamo cercando in tutto il mondo le scorte necessarie per fare fronte a questa emergenza. Abbiamo ordinato 6 milioni di mascherine, di cui un milione e mezzo sono già arrivate. Una volta che avremo rifornito tutti gli ospedali, torneranno a essere disponibili anche nelle farmacie".

Il sequestro della finanza

Nei giorni scorsi sono stati sequestrati i gel disinfettanti e le mascherine venduti online a prezzi abnormi approfittando dell'emergenza sanitaria del coronavirus. Ad intervenire dopo che la procura di Milano aveva aperto un'indagine, era stata la guardia di finanza, che oltre a sequestrare i prodotti, in vendita a prezzi fino al 400% in più, hanno denunciato nove operatori, italiani e non. Il sequestro era avvenuto in un centro di distribuzione logistica di Piacenza, e presso rivenditori – anche privati – in provincia di Napoli e Bologna.

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