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De Rosa e Evi (5 Stelle) donano mascherine a Croce Rossa Cormano

De Rosa e Evi (5 Stelle) donano mascherine a Croce Rossa Cormano

Mascherine in Lombardia, l'affondo dei 5 Stelle: «Ne servono 9 milioni al mese, Regione incapace»

Secondo la ricostruzione di De Rosa (consigliere regionale 5 Stelle), la Regione si è mossa in ritardo e all'inizio si è rivolta a un'azienda inesistente

L'attacco è pesantissimo. E appare poggiare su solide basi. Le mascherine, ormai è evidente, mancano in tutta la Lombardia. Non ci sono abbastanza scorte. E a fronte di iniziative meritorie, come la Fippi di Rho o un'azienda di Buccinasco (di cui il sindaco ha parlato senza citarla), che convertono le loro linee produttive per fabbricare sistemi protettivi, ancora a inizio aprile si parla di maschere donate e distribuite attraverso canali anche non "ufficiali". Lo stesso sindaco di Buccinasco, Rino Pruiti, ha confessato di avere personalmente importato mascherine dalla Cina per distribuirle.

Ed ora l'attacco di Massimo De Rosa, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, per inchiodare la Regione Lombardia alle sue responsabilità, dopo che diversi sindaci lombardi di Comuni capoluogo di provincia (tra cui Beppe Sala, primo cittadino milanese) avevano ripetutamente chiesto alla Regione: «Dove sono le mascherine promesse?», senza ottenere risposta oppure ottenendo da Attilio Fontana, governatore lombardo, l'accusa di "speculazione politica".

«Lo Stato paga, la Regione decide acquisti e distribuzione», spiega De Rosa: «Ribadiamo la disponibilità a collaborare con il governo regionale, che evidentemente ha bisogno di aiuto». Un sindacato di medici di famiglia (Fimmg Lombardia), il 4 febbraio, ha avvertito la Regione che si sarebbe dovuta occupare di acquistare le mascherine. Il 4 febbraio. Secondo la ricostruzione del consigliere 5 Stelle, Palazzo Lombardia ha atteso metà febbraio per far partire i primi ordini tramite Aria Spa, la centrale acquisti della Regione.

Dal 4 febbraio a inizio marzo senza mascherine

«Risultato? La scoperta, all’inizio di marzo, che un ordine da 4 milioni di mascherine era da annullare. Perché? "L’azienda si era rivelata inesistente”, come confermato dallo stesso assessore alla protezione civile Davide Caparini. In pratica la Lombardia è arrivata al culmine dell’emergenza senza scorte e con un ordine scoperto». Nel frattempo nelle farmacie le mascherine iniziavano a esaurirsi già intorno al 22 febbraio, appena dopo il primo contagio a Codogno.

Il fabbisogno regionale è di circa 9 milioni di mascherine al mese. «La protezione civile ne ha inviate 7,3 milioni di cui quasi 5 milioni chiururgiche. Nonostante ciò, la distribuzione dei dispositivi è ancora difficoltosa e le mascherine non arrivano dove dovrebbero arrivare, come ad esempio nelle Rsa, dove il numero degli ospiti deceduti cresce quotidianamente a dismisura e gli appelli dei medici restano inesauditi», conclude De Rosa.

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