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Coronavirus, i medici telefoneranno ai loro pazienti per individuare i soggetti più a rischio

L'obiettivo è arginare il più possibile i contagi da Covid-19

I medici di famiglia della Lombardia sono stati "arruolati" dalla Regione per un monitoraggio "a tappeto" su chi ha sintomi influenzali. Negli ultimi giorni è esplosa la questione delle (altissime) percentuali di morti rispetto a quelli risultati positivi al Coronavirus nella nostra Regione rispetto al resto del mondo. 

Tra le spiegazioni avanzate, il fatto che i tamponi non vengono fatti a tappeto, e nemmeno a chi presenta eventuali sintomi ma senza essere (apparentemente) entrato in contatto con positivi da Coronavirus. Così come il fatto che sicuramente esistono positivi asintomatici che continuano a lavorare, a fare la spesa fuori casa e così via. Anche per contenere i contagi giornalieri, si tenta il tutto e per tutto per individuare e monitorare chiunque presenti almeno dei sintomi.

I medici, dunque, faranno telefonate ai loro pazienti per chiedere se hanno sintomi da influenza, poi monitoreranno quelli che li hanno o che comunque potrebbero essere a rischio. A costoro verrà raccomandato di non uscire più di casa, nemmeno per fare la spesa. Lo ha spiegato Giulio Gallera, assessore regionale al Welfare, intervenendo a Mattino Cinque. Il provvedimento sarà approvato dalla giunta lunedì pomeriggio.

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