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Lunedì, 16 Maggio 2022
Coronavirus

Arrivati i primi medici volontari da tutta Italia. E i ventilatori russi resteranno in Lombardia

21 medici, dei 300 individuati con la task force nazionale, atterrati a Orio al Serio: li ha accolti il ministro agli Affari Regionali Boccia

I ventilatori arrivati dalla Russia resteranno in Lombardia. Lo ha confermato, venerdì mattina, il ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia, spiegando di avere acconsentito alla richiesta in tal senso da parte di Guido Bertolaso, consulente del presidente della Regione Attilio Fontana per l'emergenza Coronavirus.

«Ieri sera, con il commissario all'emergenza Covid-19 Domenico Arcuri, abbiamo dato l'ok alla richiesta di Guido Bertolaso di lasciare in Lombardia la dotazione di ventilatori russi arrivata nei giorni scorsi. I ventilatori sono a disposizione della Regione Lombardia che potrà decidere se destinarli all'hub in Fiera a Milano così come da richiesta di Bertolaso o ad altri ospedali del territorio». Così il ministro in una nota diramata venerdì al rientro a Roma.

Arrivano i primi medici volontari

Giovedì 26 marzo Boccia era a Orio al Serio, dove ha accolto i primi 21 medici della task force voluta dal Governo con "chiamata" ai camici bianchi di tutto il Paese, a cui hanno risposto migliaia di persone. I primi medici arrivati in Lombardia provengono da Roma, Latina, Bari, Firenze, Cosenza, Potenza, Napoli, Vasto, Messina, Udine, Caserta e Perugia. In sette sono già stati trasferiti a Piacenza, e ogni giorno partiranno i volontari fino al completamento del contingente di 300 persone. Con lo stesso metodo si stanno intanto arruolando anche 500 infermieri. «Il Governo è quotidianamente al fianco della Lombardia per aiutarla a superare ogni criticità». 

«I problemi di tutta la Lombardia, di Piacenza e di ogni area di crisi acuta in cui ci sono ospedali in difficoltà sono problemi di tutti noi e non dei singoli territori», ha aggiunto Boccia: «Contrastare l'emergenza negli ospedali più critici è priorità nazionale: sono appena arrivati i medici russi che il governo ha reclutato, il sistema Cross della Protezione civile ha permesso 60 trasferimenti di pazienti lombardi in altre regioni».

Gli aiuti russi

E riguardo agli aiuti russi (arrivati con jet speciali all'aeroporto militare di Pratica di Mare, nel Lazio, e giunti poi in Lombardia giovedì con mezzi militari), il Governo italiano non ha ancora fornito l'esatta specificazione e consistenza. Si sa che è arrivato del materiale (come appunto i ventilatori che resteranno in Lombardia). Si sa inoltre che sono arrivati alcuni medici e infermieri per un totale di 104 persone. Molti di loro si occuperanno di operazioni di sanificazione dei luoghi. I medici sono tutti militari e alla dipendenza del Ministero della Difesa di Mosca. La gran parte di loro è esperta in guerre batteriologiche, antrace e così via.

La "missione", denominata "Dalla Russia con amore", è guidata da Sergej Kikot, un volto noto nella guerra in Siria: fu lui, infatti, a difendere strenuamente il rais Bashar al Assad dall'accusa di avere utilizzato armi chimiche contro la popolazione civile. Diversi esperti di geopolitica e strategie militari, così come diversi giornalisti, in queste ore si stanno chiedendo il reale scopo della "missione" russa, ma soprattutto chiedono al Governo di fornire l'elenco degli aiuti e del personale impiegato.

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