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Coronavirus

Medici di famiglia: "Non vogliamo ridurci a consulenti telefonici"

La Regione vorrebbe che i medici garantiscano la reperibilità dalle 8 alle 20 e monitorino i pazienti più "sospetti" di Coronavirus

L'ordine dei medici di Milano non ha preso molto bene la mobilitazioe lanciata dall'assessore regionale al welfare Giulio Gallera, volta a monitorare i pazienti telefonicamente per individuare coloro che potrebbero, dai sintomi, essere positivi al Coronavirus, in modo da intercettarli. Il timore dei vertici regionali è infattti quello che i pazienti positivi siano in gran parte "nascosti", e inconsapevoli di esserlo.

I dottori puntano l'attenzione piuttosto sulle condizioni di sicurezza, che mancherebbero: in primis i dispositivi di protetzione, che tardano ad arrivare. E non vorrebbero "ridursi" a consulenti telefonici, aumentando l'orario di reperibilità dalle 8 alle 20. Il provvedimento della Regione prevede non soltanto la "task force" telefonica, ma anche squadre di medici che, sostituendo di fatto il servizio di guardia medica, interverrebbero a domicilio nei casi di sospetto Coronavirus.

Nella giornata di venerdì, medici e tecnici della Regione s'incontrano per definire meglio le linee di azione per capire in che modo operare. I contagi a Milano e provincia aumentano di giorno in giorno, e c'è dibattito sui numeri, più alti giovedì rispetto alle giornate precedenti, quando si era verificata una sorta di "tregua" con crescita solo proporzionale, e non esponenziale.

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