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Covid, il distanziamento sui mezzi è un caso. I sindacati: "Così si mette a rischio la salute"

Nella lotta tra governo e regione si inseriscono i sindacati: "Liberi tutti non è soluzione"

Distanza sì, distanza no. Il trasporto pubblico locale lombardo diventa sempre più un caso, tra misure anti coronavirus quasi abbandonate e richiami del governo. Il caos è esploso nel weekend, quando il Pirellone ha emanato una nuova ordinanza che permette di occupare tutti i posti a sedere sui mezzi, poi subito "bocciata" - indirettamente - dal governo, che ha chiesto che il distanziamento sociale venisse ancora applicato

Nella "lotta" tra Lombardia e Roma si sono infilati i sindacati di categoria, che chiedono maggiore tutela per tutti, per chi lavora e per chi usa autobus, tram, metro e convogli ferroviari. "Liberi tutti non è certo la soluzione al problema, Regione Lombardia ci ripensi", l'appello di Filt Cgil, Fit Cisl e Uilt Uil 

"Con le attuali norme i numeri dei passeggeri sono in graduale crescita, il rischio di una decisione del genere - hanno sottolineato i sindacati - è che si faccia un passo indietro sulla fiducia nell'utilizzare il mezzo pubblico". L'ordinanza, hanno evidenziato le sigle senza troppi giri di parole, "mette a rischio la salute di chi lavora e di chi utilizza il trasporto pubblico locale" ed è una "decisione per la quale non è chiaro quali siano le novità scientifiche o sanitarie che inducono la regione più colpita a ripristinare la capienza massima dei mezzi" e che "non incentiverà le persone a tornare ad utilizzare i mezzi pubblici che oggi ancora vengono utilizzati al di sotto del 30%".

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Regione vs governo

Dal Pirellone, però, sembrano convinti della loro scelta. Sabato, subito dopo il "rimpallo" di ordinanze tra la regione e il ministero della salute, la giunta ha affidato il proprio pensiero a una nota. 

"In relazione all'ordinanza firmata ieri dal presidente della Regione Lombardia e in vigore da oggi - si legge - per quanto riguarda il trasporto pubblico locale, alla luce della nuova ordinanza emanata in data odierna dal ministro della Salute, Regione Lombardia, in attesa di valutare in maniera specifica e puntuale i contenuti di quanto previsto dalla nuova disposizione ministeriale e nell'ottica di un proficuo confronto da avviare in tempi rapidissimi con il Governo e con la Conferenza delle Regioni, conferma la propria ordinanza".

"Le decisioni assunte ieri dalla Regione - ha spiegato l'amministrazione lombarda - oltre a essere in linea con i risultati dei dati sanitari relativi alla Lombardia delle ultime settimane, puntano a un allineamento con quanto già posto in essere da tempo, in materia di trasporto pubblico locale, da Regioni confinanti con la Lombardia. Il tutto anche in un’ottica di dare la possibilità, a chi gestisce il trasporto pubblico locale, di programmare e ‘sperimentare’ nuove azioni in vista della ripresa dell’attività scolastica di settembre".

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