Coronavirus a Milano: numero di contagi, zone e vittime

Il 5 marzo le persone positive in città risultano essere 86

Un uomo con la mascherina davanti alla Scala (foto Ansa)

L'emergenza legata al coronavirus continua anche a Milano città, dove le persone contagiate il 5 marzo risultano essere 86, mentre se si include l'area metropolitana si arriva a 197. Per limitare la diffusione del virus covid 19 le scuole sono state chiuse fino a metà marzo.

Le zone e i quartieri dove sono stati rilevati i contagi a Milano

Tra le persone risultate positive al test ci sono tre magistrati del Tribunale di Milano, i cui ambienti sono stati sanificatiun corista e un altro dipendente del Teatro alla Scala, le cui attività sono state sospese e un militare dell'esercito di Cremona in servizio alla caserma Santa Barbara di Milano. Positivi al tampone, poi, erano risultati anche un anestesista del San Paoloun dermatologo e quattro specializzandi del Policlinico. A risultare contagiati inoltre l'assessore allo sviluppo economico della Lombardia, Alessandro Mattinzoli e una collaboratrice del governatore della Regione, Attilio Fontana.

Oltre che nelle zone più centrali di Milano, si sono registrati contagi anche nella città metropolitana: le prime due persone risultate positive nelle periferie erano un 78enne di Sesto San Giovanni, ricoverato all'ospedale San Raffaele e un uomo di Mediglia. Contagiati anche una donna di Trucazzano e un uomo di Cesate, oltre a tre anziani di Cinisello Balsamo, Cologno Monzese e Inzago, che purtroppo sono tutti deceduti. Morta a causa dell'infezione anche un'anziana di Melegnano. 

La situazione in Lombardia

A livello regionale il 5 marzo le persone risultate positive al coronavirus ammontano a 2251, di cui 1169 si trovano in ospedale e 244 in terapia intensiva. I contagiati in isolamento domiciliare sono invece 364, i guariti 376 in un solo giorno, mentre i deceduti sono arrivati a quota 98, tutti anziani con patologie pregresse. Il neonato di Bergamo che ha contratto l'infezione al momento per fortuna non risulta in pericolo di vita. Così come un neonato di pochi giorni nato a Brescia e anche lui risultato positivo al tampone.

Nel corso della quotidiana conferenza stampa, il 4 marzo l'assessore regionale al Welfare Giulio Gallera a fronte dei numeri crescenti dell'emergenza aveva dichiarato: "Riusciremo a rallentare o sconfiggere il coronavirus solo se gli stili di vita cambieranno". In particolare, come suggerito dal presidente della Lombardia, Attilio Fontana, l'indicazione è quella di evitare abbracci, strette di mano, contatti a distanza ravvicinata, limitando il più possibile i momenti ludici e di assembramento. "Chi è in possesso della mascherina la usi", ha aggiunto l'assessore al Bilancio, finanza e semplificazione Davide Carlo Caparini. Proteggersi per proteggere gli altri, i più deboli. Questo il messaggio lanciato dalla giunta.

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