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Bollettino covid, i dati di giovedì 18 febbraio: 776 casi a Milano, 2.540 in Lombardia

Negli ospedali della Regione ci sono in tutto 4084 persone affette da SarsCov2, 19 in meno rispetto a mercoledì

Sono state trovate altre 2.540 persone positive al covid in Lombardia nella giornata di giovedì 18 febbraio , i casi (776 in più rispetto a ieri) sono emersi analizzando 42.508 tamponi; il rapporto fra tamponi effettuati e nuovi positivi è del 5.98 %. Tra Milano e hinterland sono state trovate altre 773 persone che hanno contratto il coronavirus. I dati sono stati resi noti dal Ministero della Salute attraverso il consueto bollettino pomeridiano.

Nelle ultime 24 ore ci sono stati 29 nuovi accessi in terapia intensiva in Lombardia. Il totale dei letti di rianimazione occupati è aumentato di 5 unità rispetto a ieri; ora sono 368 le persone con gravi insufficienze respiratorie ricoverate nelle terapie intensive degli ospedali regionali. In una sola giornata i posti letto occupati dai pazienti meno gravi sono diminuiti di -24 unità per un totale di 3.716. Negli ospedali della Regione ci sono in tutto 4084 persone affette da SarsCov2 (19 in meno rispetto a mercoledì).

Le persone che si sono negativizzate nelle scorse 24 ore sono 1.205; in totale i lombardi che sono guariti dal covid sono 490.907. Si allunga la scia di morte provocata dal virus. In una sola giornata ha ucciso altre 55 persone; il totale (ufficiale) è arrivato a quota 27.938.

Vaccinata Liliana Segre in Lombardia

"Io vado oltre gli over 80, visto che di anni ne ho da poco compiti 90. Sono molto contenta di avere avuto l'opportunità di fare questo vaccino, cosa di cui sono molto convinta. Non oggi, davanti al virus, ma in tutta la mia vita. Ho sempre creduto nei vaccini, come quando ho compiuto viaggi lontani, ho vaccinato i miei figli e sono vaccinati anche i miei nipoti. Non ho paura del vaccino, ho paura della malattia". Lo ha detto la senatrice a vita Liliana Segre in un'intervista a Lombardia Notizie Online, dopo essersi vaccinata contro il Covid all'ospedale Fatebenefratelli di Milano.

"Quello che mi ha profondamente segnato di questa pandemia - ha spiegato Liliana Segre - è purtroppo dovuto a cose che avevo già visto. Questo è un nemico invisibile e io ho conosciuto anche nemici visibili. Non ho mai visto, dopo questi fatti tragici, dovuti sia a nemici visibili che invisibili, che l'uomo sia migliorato. Ho visto a suo tempo sciacallaggio, prepotenze, che il debole veniva sopraffatto dai più forti e qualche volta ho rivisto questo anche in tempo di pandemia". "La speranza questa volta, però - ha proseguito la senatrice a vita nell'intervista a Lombardia Notizie Online - è data da un corpo sanitario che si è dimostrato eroico e non è sempre facile essere eroici in tempi di pandemia. Queste persone sono quegli eroi che si distinguono, per lo più ignoti. Sono molto importati, loro sono l'uomo che fa la scelta".

Nel raccomandare a tutti di vaccinarsi e aderire alla campagna della Regione, Liliana Segre ha così concluso: "penso che chi si rifiuti di fare il vaccino sia purtroppo pauroso o non abbastanza informato. Quindi da nonna novantenne dico ai miei 'fratelli' e alle mie 'sorelle', che arrivano a questa età, di non avere paura e di fare il vaccino".

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